venerdì 24 marzo 2017

IL PROBLEMA DEGLI IMMIGRATI E INTEGRAZIONE E TERRORISMO

                
 IL  PROBLEMA  DEGLI  IMMIGRATI     E
  INTEGRAZIONE   E  TERRORISMO

E’ solo fantapolitica o pura demagogia far credere di poter fermare , attraverso il respingimento o il rimpatrio forzoso  oppure attraverso le vie diplomatiche o fantomatici  inteventi dell’ O.N.U.  , il drammatico fenomeno della continua migrazione  di migliaia e migliaia di esseri umani, dai vari Paesi del Continente Africano e da quelli del Medio Oriente, stravolti da confitti sanguinari inarrestabili e dove prevalgono enormi interessi politici-economici speculativi da parte di potenze internazionali , che certamente non sono interessate  a ristabilirvi la pace  ?
Per evitare  che continuino incontrollati gli imbarchi abusivi e si moltiplichino  i tragici episodi di morti annegati nelle acque dei nostri mari,  è assolutamente indispensabile che le forze navali di tutti i Paesi europei abbiano la possibilità di effettuare assidui controlli  e quindi  di pronto intervento quanto più in prossimità di quelle coste da cui partono  o potrebbero partire i barconi ;
Inoltre, è necessario che l’accoglienza nei confronti di tutti questi poveri e disgraziati esseri umani sia curata , con  intelligenza organizzativa  e con senso umanitario non  soltanto da parte di quel Paese che si trovi nel frangente di riceverli ;  cioè , attraverso un’organizzazione amministrativa che provveda ad ogni indispensabile , basilare fabbisogno logistico ed alla identificazione  e registrazione dei dati personali di tutti i profughi ;
Ma  è  indispensabile che  tutti i  Paesi  della Unione Europea si prendano carico con urgenza della gravità del fenomeno migratorio, assumendo le dovute responsabilità politiche , economiche e amministrative , attraverso provvedimenti operativi , interventi che garantiscano misure di trasparenza ed equità  riguardo all’integrazione dei profughi nei diversi Paesi della stessa Unione Europea; 
Il  decidere di non accogliere  più migranti profughi , impedendo a loro fisicamente  di  entrare  nel territorio di  questo  o  di  quel  Paese, e  contestualmente  non  riuscire  a  fermare  il  processo  migratorio  da quei territori dove  persistono  gravi  situazioni  di conflitti  armati  o di  fame , miseria , carestia ,  tale  situazione determinerà  inevitabilmente  un  pericolosissimo  aggravamento  del  fenomeno  stesso ;  nel  senso  che  nessuno  potrà  riuscire  a  fermare  gli  inarrestabili  tentativi  di fuga di  migliaia e  migliaia di persone e che  un  prossimo  domani  diverranno  milioni  e  ciò  certamente  creerà condizioni di  contrasti  sociali  assai  gravi ed  esplosivi , con conseguenze negative  a  livello politico  e  di  rischio  per  la  stessa  pace e stabilità democratica nell’ambito  dei Paesi della Unione Europea.     
Ogni  ulteriore  atteggiamento  “ attendista “   degli  eventi   da  parte  di  quegli  Organi  politici  che , invece ,  hanno  il  dovere  di  intervenire  tempestivamente  e  decisamente  sul  gravissimo  problema ,  va  pubblicamente  e  costantemente denunciato e  condannato  da  tutti quei  cittadini  che  si  sono  resi  perfettamente  consapevoli  della  pericolosità  del  fenomeno , cercando  di  far  aprire  gli  occhi  e  le  coscienze  a  quanti  politici e amministratori  pubblici  che  invece sottovalutano , colpevolmente , la situazione.  
Ogni  essere umano ,di qualsiasi razza appartenga, è una preziosa risorsa per la vita sociale di una comunità ;  in ogni città o paese . piccolo o grande che sia , non mancano mai le necessità di interventi di lavoro , di pulizia , di manutenzione , di ristrutturazione  e rifacimento  per opere  pubbliche o private , strutturali  e zonali , territoriali , nonché di servizi nel terziario.
 Sarebbe  sbagliato ed anche rischioso non tenere nel giusto conto , riguardo al fenomeno della emigrazione e quindi integrazione ,  l’importanza  del mantenimento e del bisogno delle rispettive  identità , degli usi , delle credenze religiose , delle tradizioni  sia delle popolazioni immigrate ,sia di quelle ospitanti. Sarebbe errato  pretendere  , invece , l’abbandono degli stessi  usi e costumi e tradizioni come condizione per ottenere  accoglimento da parte della comunità ospitante .  Così come sarebbe ugualmente sbagliato e rischioso il voler realizzare una integrazione di queste popolazioni  senza pretendere da parte delle stesse il rispetto degli usi e costumi vigenti nei luoghi in cui vengono ospitati . L’integrazione  è un fenomeno di rapporti sociali,  necessariamente  graduale sotto l’aspetto dell’inserimento nel contesto sociale e civile , ma che deve partire innanzi tutto dal rispetto e dalla osservanza  da parte di tutti  delle leggi in vigore nel Paese  ospitante ,  e  che si può ben realizzare solo  attraverso un graduale e progressivo adeguamento degli immigrati alla vita sociale , quella della per loro nuova  comunità ,  come anche  attraverso uno spirito di adattamento della presenza degli immigrati stessi da parte dei cittadini residenti. Un processo e un fenomeno certamente non facile da attuarsi , ma verso il quale è il tempo il fattore determinante.

                                          INTEGRAZIONE  E  TERRORISMO
Ragioniamo  insieme , ……i terroristi islamici  sono individui votati  alla morte  . Essi  compiono atti di estrema violenza , capaci di  annientare con un sol gesto decine e decine di vite umane ; immolando la propria vita in nome di Allah . 
 Essi sono pervasi di un fanatismo religioso , ma anche politico e  culturale  ?  Sicuramente sì , essi sono spinti da una “ fede “ , che li rende , al contempo , eroi di un idealismo culturale e religioso ,  ma anche strumenti di  un potere politico.  
Per la cultura occidentale  essi altro non sono che criminali ;  tutto ciò che essi compiono fa parte del  “crimine “ , perché atti criminosi sono quelli che sono compiuti  a partire dalla preparazione di attentati  , sino  alla esecuzione degli stessi  , provocando morti  e stragi di altri individui
. Ma  vi  è  un aspetto  di estrema importanza che deve essere posto in  evidenza , attraverso una domanda : 
 Tutti questi atti violenti  vengono commessi  in una situazione di pace oppure di guerra ?
Non si può nascondere che si tratta di una vera e propria guerra in atto , a livello globale , anche se diversa nelle modalità dalle guerre del passato. Una guerra in cui non vi sono forze armate contrapposte , organizzate , pronte a scontrarsi ,  ma due  “mondi “ , due  “civiltà “  due “ religioni” , che si differenziano ,   da una parte l’Occidente , dall’altra l’Oriente ; popolazioni e paesi di milioni e milioni di persone , che si sono formate nei secoli attraverso culture , esperienze , storie , religioni , usi e costumi sociali  che si rivelano radicalmente diversi  , gli uni dagli altri .
Con ciò si deve necessariamente affermare che sia incompatibile la convivenza fra questi due
mondi ?
No , non è così . La convivenza potrebbe realizzarsi , ma soltanto a condizione che ciascuno dei due mondi  sia messo in condizione di poter praticare in modo autonomo e senza interferenze disturbatrici le proprie rispettive regole di vita sociale e religiosa. Esempi positivi  ve ne sono stati  molti nel passato ..
Questo può benissimo accadere in periodi di convivenza pacifica e fra persone che non estremizzino i rapporti sociali .Ma  attualmente la realtà è ben diversa . In periodi come quelli attuali , nei quali si stanno verificando in interi Paesi del Medio Oriente  e nel Continente Africano , conflitti armati , estremamente cruenti  e violenti , volti all’impossessamento di risorse petrolifere e di gas  , da parte di potenze rappresentate da Paesi sia occidentali sia orientali  e  quindi ,  conflitti a livello globale , mondiale.
In sostanza , gli episodi  bellici degli ultimi anni , dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi ,  che hanno visto la caduta dei regimi dittatoriali , in Iraq  con Saddam Hussein , in Afganistan con Bin Laden  e in Libia con Gheddafi ,  sono stati  provocati in tutti questi  casi da interventi di paesi occidentali , interessati al controllo e allo sfruttamento delle locali risorse energetiche . Questi accadimenti  hanno risvegliato nelle rispettive popolazioni  di origine musulmana antiche e mai sopite ambizioni di potere  e conseguentemente anche accentuato contrasti tribali e religiosi , specialmente fra Sunniti e Sciiti , che si sono estesi enormemente  interessando  quasi tutte le aree dei paesi medio-orientali  e anche africani  e il nascere di movimenti insurrezionalisti islamici , sviluppatisi  adesso , in un vero e effettivo impero del “ Califfato “, estremamente rigido e cruento . Il progetto  del Califfato è di natura politico-militare  ed è  volto a stabilire il predominio assoluto dell’Islam non solo sul mondo medio-orientale , ma anche sul continente africano. Ciò si sta realizzando attraverso azioni  cruente , attentati ,  atti terroristici  nei territori di Paesi europei , posti in essere da gruppi islamici estremisti ,   già da tempo  lì residenti , organizzati e diretti dal Califfato , finalizzati  a  indurre i governi dei suddetti Paesi alla resa , ad abbandonare ogni intenzione di intervenire nelle aree di loro interesse .
Man mano si sta assistendo  ad un progressivo , inarrestabile processo  di destabilizzazione a livello globale , in cui sono messi in discussione e  da ridisegnare  i vecchi confini territoriali , già determinati da accordi internazionali nel dopo guerra , sia in Medio Oriente , sia in Africa ; come anche le influenze   e gli interessi dei Paesi  ex colonialisti .
In tale contesto di conflittualità  generale , si rivela  in tutta la sua drammaticità  e anche tragicità , il fenomeno delle migrazioni di massa , di popolazioni intere , dalla Siria , da Iraq , da Regioni dell’Africa , che vede   milioni di persone   costrette a subire le sofferenze più atroci , la perdita di vite umane , di familiari , della casa e di tutti i beni , errando come disperati in territori stranieri e ostili ,  appare scontato  che  le  cosiddette “ diversità “  generino  sentimenti di odio , di desiderio di vendetta , di manifestazioni di violenza , anche  estrema , sotto forma di atti terroristici ,  e  che questi atti  siano  perpetrati  proprio  da chi  per anni è vissuto  pacificamente in un  Paese  che lo ha ospitato , ma che è coinvolto attivamente  nel contesto dei conflitti armati.
Per questi motivi , ogni azione  violenta , gli atti terroristici , ed anche interventi di  guerra vanno  tutti e da tutti  decisamente condannati . Vanno perseguiti e condannati duramente tutti coloro che commettono crimini atroci , attentati , omicidi di persone innocenti ; come  è  giusto e doveroso  difendere adeguatamente  la vita e la sicurezza delle persone , dei cittadini di un Paese , che si trovi in pericolo da attacchi , aggressioni provenienti sia dall’interno che dall’esterno.
Per  evitare che episodi  tragici   come quelli sino ad ora accaduti ,  possano degenerare in tragedie umane di proporzioni ancora peggiori , è giusto e doveroso  non smettere mai di invocare la pace ; è doveroso , oltre che un diritto ,da parte di ciascuno di noi ,  impegnarsi nella vita di tutti i giorni  affinchè prevalgano  nella nostra comunità  i  valori  umani , di solidarietà , di pacifica convivenza civile ,  di onestà , e fare in modo che  tali valori non siano sopraffatti , soffocati ,  ma  anzi  che  essi  risultino vittoriosi nella lotta contro  gli interessi  di potere e di arricchimento  perseguiti da coloro che gestiscono le leve di comando.
I  tre cardini sui quali si impernia lo sviluppo di una società umana  , sono costituiti dal “ Pensiero “    dalla  “ Economia “  e dalla “ Religione “ .
  Il  Pensiero, inteso come sviluppo delle idee filosofiche  e delle ideologie politiche e sociali ;  la Economia , intesta come sviluppo dei rapporti sia commerciali , sia monetari fra le parti sociali ;  la Religione ,  intesa come sviluppo del concetto della Divinità e dei principi morali e spirituali.
Il fenomeno della “ Globalizzazione “ , inteso come evento tipicamente moderno ed attuale , viene ad interessare  contestualmente tutti e tre i fattori .  Nei  casi  in  cui la globalizzazione  si manifesta  con  le trasmigrazioni di intere popolazioni da un continente all’altro , da un Paese all’altro , per motivi e necessità contingenti  alla sicurezza sociale e alla sopravvivenza , queste determinano  inevitabilmente il confronto diretto di ideologie diverse , di modi diversi di vivere usi e costumi e tradizioni  e generano il grave problema delle possibili “ integrazioni “. Un problema che si appalesa complesso , inevitabilmente  difficile e effettivamente irrealizzabile in modo completo ,  per le differenti caratteristiche etniche e modalità di convivenza sociale , fra la comunità residente e quella ospitata, e differenze che  si radicalizzano  attraverso la creazione di aree abitative e residenziali  fisicamente  separate  fra le comunità medesime .
 Purtuttavia , vi sono anche molti  casi di integrazione  vera e propria , che si verificano  nel tempo , da singoli individui , da una generazione all’altra , specie in certi ambiti sociali , come nel mondo del lavoro e professionale  oppure nella  politica , nelle istituzioni .
La globalizzazione economica  è un fenomeno  determinato dalle leggi del mercato , che interessano  sia gli scambi di beni e servizi , sia i rapporti finanziari regolati dalle norme fiscali e monetarie. La abolizione dei dazi  ha determinato  il libero scambio delle merci e la unificazione  monetaria  , consentendo  condizioni di stabilizzazione  e difesa della moneta ,  la massima facilitazione dei  rapporti finanziari  e quindi migliori condizioni di competitività fra imprese commerciali e industriali  e conseguentemente più  occasioni  di  effettivo sviluppo  economico e sociale dei paesi interessati .
Vi è però da evidenziare che  la suddetta globalizzazione economica  può realmente determinarsi  come fenomeno positivo e costruttivo  soltanto se nell’ambito dei Paesi interessati siano vigenti  anche norme precise e comuni in ordine alle regole fiscali , ai trasferimenti di capitali , ai controlli sulle gestioni del denaro  da parte degli istituti bancari  e sui  rapporti societari . In caso diverso e negativo , la sola globalizzazione monetaria , senza quella riguardante le norme  fiscali  ,  viene ad essere  causa di situazioni economiche più difficoltose  fra un Paese e l’altro e quindi causa di gravi disuguaglianze  fra ceti sociali e sofferenze delle classi meno abbienti.
Riguardo alla  Religione  , sarebbe un assurdo  parlare di facile o  facilmente  possibile  “ globalizzazione”  fra comunità diverse .  Infatti , questo è un fattore  sociale  estremamente delicato e complesso ; differente e radicato  in ogni particolare  comunità e  motivo  per cui ogni appartenenza religiosa  viene a costituire  fra comunità diverse  l’elemento divisorio per eccellenza , e  giammai  un fattore globalizzante.
Semmai , può sussistere  una convivenza civile fra comunità diverse  soltanto nel pieno ed assoluto rispetto delle rispettive  attività di culto e manifestazioni religiose  , atteso che  queste stesse  non  violino  le leggi  statuali  e di ordine pubblico vigenti nel Paese.
Diventa sempre più allarmante e pericoloso il fenomeno del terrorismo . Esso viene attuato con sempre maggiore frequenza e drammaticità nei Paesi dell’Occidente europeo e Americano    ,attraverso attentati eseguiti con metodi  sempre più difficili da prevenire , in quanto posti in essere da singoli individui , adepti dell’estremismo islamico,  utilizzando la sorpresa, anche con  strumenti e  mezzi di uso comune , ma che diventano letali a causa della violenza esercitata ,  su persone che si trovano in condizioni di non potersi difendere.
Nei  Paesi Europei e Occidentali la propaganda estremista islamica ( internet e carceri ) , utilizza due canali distinti ; da un lato quello della rivendicazione del dominio poltico e reale assoluto del mondo islamico sui territori medio orientali e su quelli africani già  occupati da popolazioni musulmane , ma  che e purtroppo sono divenuti teatri di guerra  per gli interventi armati di Paesi Occidentali e per i conflitti armati fra le fazioni Sciite e sunnite del mondo islamico ;  dall’altro lato quello della pretesa supremazia su qualsiasi altra religione ,  della fede  religiosa musulmana e maomettana , quindi della “ Sharia “ ( sciaria )  come unica e autentica legge applicabile alla vita sociale  umana , prescritta dalla legge del Corano.
In tale quadro , il futuro non potrà che riservare eventi drammatici e tragici di portata sempre maggiore , per tutte le popolazioni del mondo ,  a meno che nel contesto mondiale , politico e istituzionale ( ONU e Potenze mondiali occidentali e orientali ) , non verrà finalmente deciso di interrompere ogni intervento militare sui territori dove sono in atto teatri di guerra , e ristabilire possibili condizioni di pace e per un ritorno ad una normale vita sociale delle popolazioni originarie , lasciando a loro stesse le  autodeterminazioni da  prendere in campo politico e sociale.


lunedì 6 marzo 2017

IL FUTURO TECNOLOGICO , ECONOMICO E SOCIALE NEL MONDO

      IL  FUTURO  TECNOLOGICO , ECONOMICO  E  SOCIALE  NEL  MONDO  E
                     “   IL  NUOVO  ORDINE  DI  GIUSTIZIA  SOCIALE  “
www.nuovoordinemorale.blogspot.com                               
Nel mondo la tecnologia  avanza  e  progredisce secondo  fattori  geometrici  esponenziali . Macchine e robot sempre più sofisticati , che prenderanno sempre di più  i posti e i lavori prima esercitati dall’essere umano.
Questo fenomeno inarrestabile  determinerà  inevitabilmente  sempre più elevati fenomeni di minore  occupazione  nelle fabbriche  , come nei servizi , e conseguentemente  un aumento  delle  difficoltà economiche  per  milioni  e  milioni di  persone .
Il progresso tecnologico , favorito da un elite di persone altamente specializzate , e sostenuto economicamente  da  imprese  sempre più  forti  e competitive , avrà il proprio sbocco commerciale attraverso la vendita  di  mezzi  e  apparecchiature  ; vendita e utilizzazione che verranno  favorite  da  un crescente e sempre più  espansivo   sistema  globalizzante  di rapporti  commerciali ,  secondo le maggiori  e /o  migliori opportunità e convenienze di mercato  a  livello mondiale .  
La selezione  delle risorse  umane  nel  mondo del lavoro  sarà sempre più dura e selettiva  e  si  baserà sulla effettiva  capacità  individuale  di affrontare e risolvere culturalmente problemi professionali  di alto livello e le persone selezionate saranno adeguatamente retribuite .
La ricchezza  proveniente dalla produzione  e  vendita  di  mezzi  e apparecchi  sempre più avanzati tecnologicamente , sarà dominio  di una più accentuata  minoranza  di persone , sempre più facoltose e potenti, che gestiranno  le risorse mondiali  secondo criteri  opportunistici  e  utilitaristici a favore della produzione delle proprie imprese  e con finalità  di  maggior  lucro  possibile.
Il lavoro . inteso come rapporti fra lavoratori e imprese , andrà sempre  più modificandosi  e riformandosi secondo un alleggerimento  , uno snellimento , una riduzione  di vincoli normativi  e regolamentari , in favore  di una flessibilità  che  riguarderà sia la mobilità  fisica e funzionale  dei lavoratori , nonché delle imprese stesse ,  sia i rapporti di carattere economico  e retributivi , come  gli accordi  di durata del lavoro stesso . Visto ciò nel senso di un progressivo e preponderante  potere decisionale  da parte del datore di lavoro  nello stabilire  i criteri e le modalità , che necessariamente dovranno  essere accettati  da chi richiede lavoro ,  a causa delle sempre maggiori difficoltà di trovare occupazione , e il bisogno da parte del richiedente   di  sostenere  economicamente  le necessità  della propria  esistenza  e vita personale e familiare.
 La politica sarà sempre più soggetta  ai dictat  delle leggi  della economia finanziaria , di un Sistema  finanziario globale  gestito dai maggiori detentori di ricchezze , che realizzeranno e incrementeranno  i loro profitti attraverso  le  più  opportune e utili speculazioni , borsistiche , azionarie e bancarie , localizzando i loro capitali nei vari e diversi “ paradisi fiscali “ , sparsi nel mondo.
I Paesi  con meno capacità di creare risorse  umane  per  la ricerca tecnologica e scientifica  e meno capaci di produrre  beni tecnologici più avanzati ,  saranno sempre di più penalizzati  e conseguentemente subiranno le maggiori conseguenze  in ordine di condizioni economiche più difficili , di crescenti indebitamenti  , di disoccupazione , di recessione , di povertà sociali.
Allo stato delle cose ,  pur considerando i Paesi  emergenti  e in crescita dal punto di vista del progresso tecnologico , quali la Cina e la Russia  ed altri , questi  in atto e  progressivamente  sono in  aperta competizione  fra loro  e con  la vera ed effettiva potenza economica , a livello mondiale , costituita dagli Stati Uniti d’America ;  una  Nazione che in atto possiede  il  maggior  “ Know-out “  fra  tutti  i  Paesi  , nella quale  vengono  creati  i  brevetti  più importanti , vengono espletati  gli studi e gli esperimenti  più interessanti  in tutti i campi delle scienze ;  un Paese dalle enormi  risorse  territoriali , ambientali  e dotato  di un imponente  e sempre più forte  arsenale  militare e di mezzi  strumentali  in campo spaziale ; fattori che consentiranno all’America di primeggiare negli anni a venire,   a livello mondiale , e di espandere i propri prodotti  nei mercati internazionali.
In tali contesti  socio-economici , in cui si registrano  già  inevitabili  corse  a primeggiare  gli uni sugli altri , si potrebbe correre il rischio reale di crescenti  e drammatici futuri conflitti , a livello internazionale , anche di tipo militare , con il diretto coinvolgimento  e scontro di grandi nazioni  fra loro ,  per l’accaparramento di ulteriori risorse energetiche esistenti in territori di Paesi medio-orientali  ed anche africani . Già in atto sono significativi  gli interventi  armati che vengono  effettuati  nel  difficile e complicato teatro  medio-orientale ( Afganistan , Iraq , Siria , etc..)   e africano (Libia )  , con modalità , con  finalità  e interessi  anche contrapposti  da  Paesi   europei  , dall’ America , dalla  Russia , dalla Turchia , Egitto ,  dai Paesi Arabi , da forze estremiste ( ISIS )  di un  “Califfato “ , che si autoproclama  rappresentante  di un mondo  musulmano , di religione islamica , peraltro diviso  da fazioni , in lotta fra loro , sunnita , sciita ed altre , e  che ritiene  le civiltà di tipo  occidentale  incompatibili  per costumi  e religione  rispetto  ai propri  costumi  e  alla propria religione maomettana , e  in  rivolta contro  l’ occidente  ritenuto aggressore e  usurpatore  delle risorse  dei  propri  territori .
Anche se potranno essere scongiurate guerre catastrofiche globali a livello mondiale , comunque  nei decenni futuri  si determinerà ,  purtroppo in modo drammatico ,  la sorte di quei milioni di esseri  umani che dovranno subire  le maggiori sofferenze  a causa  delle guerre locali , della  fame ,  del  terrore , delle  sempre più gravi restrizioni  economiche , che li costringeranno a fuggire  disperati verso terre sconosciute  e sempre meno ospitali .
 In tali situazioni si troveranno anche quelle popolazioni  che , per colpa dei propri locali sistemi  politici corrotti  e che avranno mal gestite le risorse del  Paese ,  verranno  sottoposte  a  condizioni  restrittive , economiche e sociali , molto gravi e pesanti .
 Potrà accadere , allora , che in tali  Paesi le discriminazioni  fra le classi più ricche e i ceti  poveri , potrebbero diventare  a tal punto gravi e insostenibili da sfociare  in insurrezioni di masse popolari , in disordini e  conflitti  sociali  anche cruenti , in situazioni di crisi che favorirebbero  soluzioni  politiche autoritarie  e di sottomissione  ai poteri  più forti , che ne limiteranno diritti e libertà , aggravando le criticità  dei ceti più deboli.
Segnali   di  rigurgiti  di  tipo  autoritario ,  di  ritorno  a  sistemi  politici  di  tipo  autarchico e  di estrema destra , si manifestano  progressivamente  anche  in  Paesi  che  sembravano  o   averli  abbandonati  o  esserne estranei . Fenomeni  che  mostrano  un grave  e pericoloso arretramento  e  irrigidimento  in  ordine  ai  risultati  conseguiti  sino ad ora  nei  rapporti  internazionali  .
UN  QUADRO FUTURO  DAVVERO ALLARMANTE , ma che potrebbe  essere  ancora in tempo modificato  nel suo divenire se le coscienze  popolari  delle  attuali comunità sociali dei vari Paesi  si  rendessero  consapevoli  che  pur nella ineluttabilità dell’avanzare dei processi  tecnologici e delle conseguenze  rivoluzionarie  in merito al rapporto uomo-lavoro ,  è  estremamente  importante  e  indispensabile  la esigenza  di  rivalutare  e  di  riportare  ideologicamente e realisticamente nelle attività  della  vita politica e sociale , nei rapporti economici e finanziari , certi  intramontabili  valori sociali , di ORDINE  ETICO  E MORALE  e  di CIVILTA’ , di SOLIDARIETA’  UMANA ,  costituiti da  principi  fondamentali  di  Giustizia Sociale , dalla cui realizzazione dipende il destino della intera umanità.               

       IL  NUOVO  ORDINE  DI  GIUSTIZIA  SOCIALE
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Se vogliamo  ancora  e  in  tempo  evitare  che  fenomeni  di  degradazione  morale , di confusione , di disordine  sociale , di illegalità , di prepotenza del sistema finanziario sulla politica e sulla dignità del lavoro , il predominio informativo delle multinazionali  digitali ,  riescano  a inquinare  pericolosamente   la  nostra vita  sociale , arrecando  gravi  danni  sotto  l’aspetto della sicurezza  e dell’assetto democratico ,   è assolutamente  necessario  ricondurre  i  rapporti  umani  e  istituzionali  verso  un  percorso  virtuoso  secondo  i  principi  e  valori  di  un “ Nuovo Ordine  di Giustizia Sociale “. Un obiettivo  verso  il  quale   ciascuno di noi dovrebbe  sentirsi  impegnato ,  nell’ambito  sia dei rapporti sociali  interpersonali  sia in quelli che riguardano  la sfera  politica e istituzionale nel proprio Paese .  Lo dovremmo fare , soprattutto , al  fine di  poter  offrire  ai  nostri  giovani  condizioni  sociali più idonee e più giuste , per avere ciascuno di loro ogni  possibilità di  far valere le proprie capacità individuali  e  poter  realizzare  in  un  contesto  di  legalità  e  di  giustizia  , lungo il proprio  cammino  le tappe necessarie verso il traguardo professionale  da essi desiderato .

Condividere  ciascuno di noi cittadini  i  principi  che  sono contenuti   e  descritti  nel   “ Nuovo Ordine di Giustizia Sociale “ ,   significa  partecipare  univocamente  alla  creazione , alla formazione di  una  “ Comune Forza  Sociale “ per  l’affermazione  di principi di  Giustizia  Sociale , nonché  di moralità  e di etica nella  politica  , nel  comune  intento di  riuscire , ciascuno attivandosi  nell’ambito del proprio  territorio e  del proprio contesto politico, ad  individuare  e  votare  persone  ritenute capaci di impegnarsi  con serietà e puntualità  per applicare  i suddetti  principi  nelle  attività politiche  e istituzionali  svolte  durante  il loro mandato  e  capaci  di contrastare  e  combattere duramente  contro  coloro che usano  il  potere pubblico  per favorire i  propri interessi personali  e le attività lucrative  e  illecite  .
        “  Le  parole  insegnano ,  gli  esempi  trascinano  “                                                                ( Sant’Agostino )
     ONESTA’  ,  LEGALITA’  ,  GIUSTIZIA  SOCIALE
1)    La vita di  ogni  essere  umano  è  sacra .  Il  diritto alla vita  deve  essere  sempre rispettato, anche  in caso  di  pena  per gravi  delitti commessi . In tali casi è sufficiente  una  adeguata pena  di  restrizione della libertà  personale .
2)   Nelle controversie  politiche e sociali  fra i popoli  deve  essere  sempre  esperito  ogni  mezzo   non violento  e  cercata  ogni possibilità di  dialogo al fine  di  trovare  una  pacifica risoluzione delle stesse . Pertanto ,  va  rifiutato e  respinto  il ricorso  alla  guerra , come anche  l’uso  di  armi  e  strumenti di morte , come  preminente  e  diretto  mezzo  di intervento risolutivo .
3)     Nessun essere  umano  deve  essere  lasciato  in  condizioni  di abbandono  ed emarginazione sociale , per povertà , per malattia . E’  dovere  di  qualsiasi  comunità  civile  di  provvedere  tramite la Politica  a ristabilire  condizioni  di  vita  dignitosa  a  chi  si  trova  in  tali  situazioni  di  precarietà ,  di  provvedere  attraverso  opportuni  interventi  normativi  al  rispetto  di  principi di equità  nella  redistribuzione  della  ricchezza  nazionale  e  al  rispetto dei diritti costituzionali  nel mondo del lavoro.

4)      Per una  corretta , pacifica e  sana  convivenza  civile  è  necessario  e  indispensabile  che  vi sia  il  rispetto  dell’onestà  nei rapporti  umani  , sia di  carattere  politico  che  sociale , come anche  siano  previste  e  rispettate  le leggi  finalizzate e  rese  operative  per  il  mantenimento   dell’ordine  democratico ,  per la tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale e artistico,  per la sicurezza  e  la  salute  dei cittadini , che potrebbero essere messi  a  rischio da  aggressioni  criminali interne ed esterne ,  ma anche  da gravi fenomeni  di  inquinamento ambientale  , da  sofisticazioni  alimentari ,  nonché  da conseguenze causate  da  una  cattiva  e corrotta  gestione del fenomeno  delle  immigrazioni  in massa  di  esseri  umani  disperati , sottoposti a violenze inaudite , sfuggiti da situazioni  drammatiche , costretti  a  emigrare  da territori sconvolti da guerre e conflitti interni .

5)    La Politica  deve essere sempre e solo al servizio dei cittadini  e  del  bene  comune , con l’esclusivo scopo di migliorarne le condizioni della vita sociale , primariamente  nei confronti dei meno abbienti . La Politica  deve   provvedere  accuratamente  e costantemente ,  attraverso i propri organi istituzionali  e i mezzi e gli strumenti più efficaci  di comunicazione  e di informazione , alla conoscenza  delle giovani generazioni  sulle  conseguenze negative e nocive per la salute psicofisica e per la propria vita sociale , dovute alla dipendenza  dall’uso e abuso di droghe , delle bevande alcoliche ,  dei giochi d’azzardo . In tal senso è indispensabile che la Politica abbia cura costante di dotare  gli Organi istituzionali preposti dei mezzi e strumenti necessari per contrastare in modo drastico ed efficace ogni attività illecita esercitata in tali contesti dalle organizzazioni criminali . 

6)    La Politica deve tutelare il lavoro , il risparmio , l’economia  reale  dalle speculazioni  finanziarie  e  criminali  e lo deve fare attraverso la istituzione  di una Banca  Pubblica Nazionale , sotto il controllo  diretto dello Stato , con  il  compito di  gestire  il  risparmio  privato dei cittadini  ed  i  prestiti finalizzati  a  sostenere soltanto investimenti di natura  commerciale  e  produttiva  nell’economia  reale, escludendo qualsiasi  investimento  di tipo speculativo finanziario .

mercoledì 1 marzo 2017

LO SFOGO DI UN CITTADINO QUALUNQUE

           LO  SFOGO  DI  UN  CITTADINO  QUALUNQUE 


Sono stanco e arcistufo  di assistere a salotti in tv , diretti dai vari giornalisti , ad interminabili discussioni in cui si confrontano , si scontrano  a turno  personaggi  politici , scrittori , giornalisti , filosofi , psicanalisti , sproloquiando  su problemi che attengono e che affliggono la vita di milioni di cittadini , dimostrando la nullità  e  la insussistenza delle rispettive proposte e soluzioni , ma soprattutto una spudorata sfacciataggine  ed ipocrisia ( dato che tali proposte non vengono mai realizzate ) ,    e  solo una voglia di  esibizionismo , una dimostrazione di squallido protagonismo  , che purtroppo però viene ogni volta  e  a ciascuno  ben ricompensata  , con soldi pagati da noi cittadini.
Una Nazione ,  un Paese ( per come viene indicata oggi la Nazione  ) , in cui vengono scoperti  in modo periodico e sistematico  scandali  di corruzioni , di malcostume , di truffe , di ruberie di ogni genere a livelli politico-istituzionali , comportamenti illeciti in grosse e importanti attività imprenditoriali e di appalti pubblici , in attività speculative finanziarie  che cagionano fallimenti , bancarotte , e danni economici rilevanti  in danno di comuni  risparmiatori ;  un Paese in cui non esiste più una demarcazione netta  fra attività mafiose vere e proprie e attività  istituzionali , essendosi  intrecciate  fra loro in affari di allarmante criminalità autentica. Un Paese siffatto , in cui il mondo politico dei partiti , confuso e conflittuale, continua imperterrito  in attività pretestuose volte prevalentemente a ricercare e ottenere posizioni di potere ,  onde ricavare  interessi  personali  dei vari esponenti  , per favori  ad amici  e compagni ; un Paese in cui le finanze pubbliche registrano  il rosso per decenni e decenni , accumulando  debiti  statali enormi a livello internazionale  e segnando posizioni di quasi  stagnazione economica  con troppo deboli segnali di crescita rispetto agli altri Paesi europei , con un aumento della disoccupazione troppo elevato riguardo alla classe giovanile, con un tasso di povertà molto elevato  in ceti sociali ridotti senza alcun reddito o con assegni di fame , mentre  una minoranza di cittadini riesce a ricavare profitti sempre più alti , evadendo il fisco , lucrando  sulla povera gente , favoriti  da agevolazioni  , anche normative , che consentono  a loro di arricchirsi e di condurre una vita lussuosa.

In questo Paese , se tutto ciò  si perpetua , non solo non trovando ostacoli seri da parte del popolo , ma oltretutto  trovando in gran parte della popolazione  atteggiamenti , comportamenti  sempre inclini a lasciar fare , se non quando  anche a continuare a sostenere  una politica di partiti  assai discutibile sotto  il profilo  della correttezza morale e istituzionale , pur di sperare di ottenere  un qualche residuo favore personale , una raccomandazione  per un posto di lavoro ,  allora  un POPOLO  siffatto  ha già segnato il proprio destino di miseria sociale e civile , ha già tradito la fiducia dei propri giovani , lasciandoli in balia di loro stessi , verso un futuro  assai incerto , privo di sostegni  economici e di prospettive di lavoro e professionali  . Ciò che fa più dolore e dispiacere è il dover purtroppo constatare che a causa di questo  dilagare  nella società  di mentalità sempre più rivolte a curare interessi individuali , vanno perdendosi  di vista  certi valori sociali fondamentali , riguardanti il  “bene comune “  e il  vivere  insieme secondo una esistenza  e condizioni  che siano dignitose per tutti  e vi è il timore  che tali sentimenti  siano rimasti come patrimonio  solo di una restante minoranza di cittadini , che sommersi dalla indifferenza generale , non vengano più ascoltati. 

domenica 26 febbraio 2017

PREVISIONE POLITICA IN ITALIA


PREVISIONE   POLITICA  “ INFAUSTA “   ……….PER  

QUEGLI  ITALIANI  CHE  SPERANO  ANCORA  NEL  

CAMBIAMENTO

Quadro  politico  odierno :

 Un Governo  “ Gentiloni  ( PD ) ,  nominato  e duraturo  , sino a fine legislatura .
              Un PD   diviso e conflittuale , fra una minoranza (50 deputati ) del neonato  movimento Dp (Democratici e Progressisti )formato da Speranza,Scotto e Rossi  ,come nuova sinistra (  D’Alema , Bersani , etc…)  e  maggioranza  PD  (Renzi , Orlando , Emiliano  )
             Un Centro Destra  ( governativo ) , più o meno stabile , ma sempre  disponibile a future alleanze.
              Una  Destra , frammentata  in più parti ( Lega , Forza Italia , Fratelli d’Italia …..)
             Un  Movimento 5 Stelle  , in ascesa , ma in difficoltà , all’impatto con esperienze politiche sul campo.

Nel prossimo domani  e  successivamente :   Il  30 aprile 2017,  Primarie del PD ,  candidati Renzi , Emiliano , Orlando , più qualche altro . Ciascuno dei  quali difficilmente  potrà  raggiungere il 51 % .   Motivo per cui il Segretario sarà eletto  dalla Assemblea del PD , quasi sicuramente   Orlando , che potrebbe essere approvato  anche da  D’Alema  e Bersani  , oltre che  dalla maggioranza  PD . Per quanto riguarda   Renzi  , egli aspirerà  a ridiventare  Capo di un Governo a maggioranza  PD , essendovi  la condizione  che il futuro Segretario  non potrà essere contestualmente  anche  Capo di un futuro  Governo.  La nuova situazione , con Orlando Segretario ,   ricucirà lo strappo fra una certa  minoranza del PD  e maggioranza  e  tutti i partiti e movimenti  entreranno in pieno  nella  campagna elettorale  per le elezioni , che si svolgeranno  quasi certamente  a febbraio 2018 .

Con la legge elettorale che sarà approvata e sicuramente  di stampo proporzionale , ma con possibilità di coalizioni e aggregazioni partitiche ,  avverrà che nel  PD , che avrà  ritrovata la sua compattezza , si riaffermerà  la figura di Renzi come leader  e possibile futuro Capo di Governo , essendo egli capace di ritrovare alleanze con i Centristi  e certamente anche con Forza Italia (Berlusconi  sarà favorevole )  e conseguentemente  a  dar  vita ad un più forte Centro Sinistra  ( cioè molto di Centro  e poco di sinistra ) praticamente una resuscitata Democrazia Cristiana ) , certamente  voluto e sostenuto  dalla maggioranza dei  Cattolici ex Democristiani  e quindi dal  Vaticano .

Alle  opposizioni   resteranno  il  Movimento 5 Stelle , che non essendo  disponibile ad alleanze,   si collocherà al secondo posto  dopo il PD ,   e  poi una Sinistra col nuovo D P ( forse , se durerà , ma probabilmente si riunirà al PD  )  e certamente   le Destre ,  con  Lega  e  Fratelli d’Italia  che rimarranno distinti fra loro .  

   Il  tutto ,  con l’approvazione  dell’Europa  e dei mercati internazionali , che potranno contare finalmente  su un Governo  PD  ( un Centro rinforzato ),   a guida di un personaggio  leader ( Renzi ) , ritenuto  più capace di garantire  stabilità politica e che sarà  favorevole come sempre  a  progetti e interessi  relativi alla Unione europea  e  al mondo della finanza . 
 E  il Popolo  Sovrano  ?  …come sempre (s)contento e gabbato  !!



lunedì 20 febbraio 2017

NUOVO ORDINE DI GIUSTIZIA SOCIALE

             



Più che le mille promesse propagandate dai politici o i vari progetti articolati in modo complesso e mai realizzati , affinché un Governo e un Parlamento dimostrino di essere effettivamente democratici , sarebbe sufficiente che attuassero , attraverso gli strumenti legislativi e operativi , i  Principi  contenuti nel
        
                NUOVO  ORDINE  DI  GIUSTIZIA  SOCIALE
Se vogliamo  ancora  e  in  tempo  evitare  che  fenomeni  di  degradazione  morale , di confusione , di disordine  sociale , di illegalità , di prepotenza del sistema finanziario sulla politica e sulla dignità del lavoro , il predominio informativo delle multinazionali  digitali ,  riescano  a inquinare  pericolosamente   la  nostra vita  sociale , arrecando  gravi  danni  sotto  l’aspetto della sicurezza  e dell’assetto democratico ,   è assolutamente  necessario  ricondurre  i  rapporti  umani  e  istituzionali  verso  un  percorso  virtuoso  secondo  i  principi  e  valori  di  un “ Nuovo Ordine  di Giustizia Sociale “. Un obiettivo  verso  il  quale   ciascuno di noi dovrebbe  sentirsi  impegnato ,  nell’ambito  sia dei rapporti sociali  interpersonali  sia in quelli che riguardano  la sfera  politica e istituzionale nel proprio Paese .  Lo dovremmo fare , soprattutto , al  fine di  poter  offrire  ai  nostri  giovani  condizioni  sociali più idonee e più giuste , per avere ciascuno di loro ogni  possibilità di  far valere le proprie capacità individuali  e  poter  realizzare  in  un  contesto  di  legalità  e  di  giustizia  , lungo il proprio  cammino  le tappe necessarie verso il traguardo professionale  da essi desiderato .

Condividere  ciascuno di noi cittadini  i  principi  che  sono contenuti   e  descritti  nel   “ Nuovo Ordine di Giustizia Sociale “ ,   significa  partecipare  univocamente  alla  creazione , alla formazione di  una  “ Comune Forza  Sociale “ per  l’affermazione  di principi di  Giustizia  Sociale , nonché  di moralità  e di etica nella  politica  , nel  comune  intento di  riuscire , ciascuno attivandosi  nell’ambito del proprio  territorio e  del proprio contesto politico, ad  individuare  e  votare  persone  ritenute capaci di impegnarsi  con serietà e puntualità  per applicare  i suddetti  principi  nelle  attività politiche  e istituzionali  svolte  durante  il loro mandato  e  capaci  di contrastare  e  combattere duramente  contro  coloro che usano  il  potere pubblico  per favorire i  propri interessi personali  e le attività lucrative  e  illecite  .
        “  Le  parole  insegnano ,  gli  esempi  trascinano  “                                                                ( Sant’Agostino )


PER  IL  NUOVO  ORDINE   SOCIALE   E  DEMOCRATICO

  ONESTA’  ,  LEGALITA’  ,  GIUSTIZIA  SOCIALE

1)     La vita di  ogni  essere  umano  è  sacra .  Il  diritto alla vita  deve  essere  sempre rispettato, anche  in caso  di  pena  per gravi  delitti commessi . In tali casi è sufficiente  una  adeguata pena  di  restrizione della libertà  personale .
2)    Nelle controversie  politiche e sociali  fra i popoli  deve  essere  sempre  esperito  ogni  mezzo   non violento  e  cercata  ogni possibilità di  dialogo al fine  di  trovare  una  pacifica risoluzione delle stesse . Pertanto ,  va  rifiutato e  respinto  il ricorso  alla  guerra , come anche  l’uso  di  armi  e  strumenti di morte , come  preminente  e  diretto  mezzo  di intervento risolutivo .
3)      Nessun essere  umano  deve  essere  lasciato  in  condizioni  di abbandono  ed emarginazione sociale , per povertà , per malattia . E’  dovere  di  qualsiasi  comunità  civile  di  provvedere  tramite la Politica  a ristabilire  condizioni  di  vita  dignitosa  a  chi  si  trova  in  tali  situazioni  di  precarietà ,  di  provvedere  attraverso  opportuni  interventi  normativi  al  rispetto  di  principi di equità  nella  redistribuzione  della  ricchezza  nazionale  e  al  rispetto dei diritti costituzionali  nel mondo del lavoro.
4)    Per una corretta , pacifica e sana convivenza civile è necessario e indispensabile che vi sia il rispetto dell’onestà nei rapporti umani, sia di carattere politico che sociale, come anche  siano  previste  e  rispettate  le leggi  finalizzate e  rese  operative  per  il  mantenimento   dell’ordine  democratico , per l’istruzione e la ricerca scientifica ,  per la tutela dell’ambiente  e del patrimonio culturale e artistico,  per la sicurezza  e  la  salute  dei cittadini , che potrebbero essere messi  a  rischio da  aggressioni  criminali interne ed esterne , ma anche  da gravi fenomeni  di  inquinamento ambientale  , da  sofisticazioni  alimentari ,  nonché  da conseguenze  causate  da  una  cattiva  e corrotta  gestione del   fenomeno  delle  immigrazioni  in massa  di  esseri  umani  disperati , fuggiti da situazioni  drammatiche , costretti  a  emigrare  da territori sconvolti da guerre e conflitti interni.
5)     La Politica  deve essere sempre e solo al servizio dei cittadini  e  del  bene  comune , con l’esclusivo scopo di migliorarne le condizioni della vita sociale , primariamente  nei confronti dei meno abbienti . La Politica  deve   provvedere  accuratamente  e costantemente ,  attraverso i propri organi istituzionali  e i mezzi e gli strumenti più efficaci  di comunicazione  e di informazione , alla conoscenza  nei confronti delle giovani  generazioni  sulle  conseguenze negative e nocive per la propria salute psicofisica e per la propria vita sociale , causate dalla dipendenza  dall’ uso e abuso di droghe , nonché delle bevande alcoliche ,  dei giochi d’azzardo . In tal senso  è  indispensabile  che la  Politica abbia cura costante  di dotare  gli Organi istituzionali preposti dei mezzi  e strumenti  necessari  per contrastare in modo drastico ed efficace  ogni attività illecita  esercitata  in tali  contesti dalle organizzazioni criminali , nonché  il fenomeno della  “ corruzione “, che nel nostro Paese , purtroppo , è divenuto un crimine  assai  diffuso  e  in misura allarmante  nell’ambito dei rapporti  socio-economici  e  politico-istituzionali , con conseguenti  gravi  danni  per il  regolare svolgimento della  economia  nazionale  e per il progresso sociale e  civile .  
6)     La Politica deve tutelare il lavoro , il risparmio , l’economia  reale  dalle speculazioni  finanziarie  e  criminali  e lo deve fare attraverso la istituzione  di una Banca  Pubblica Nazionale , sotto il controllo  diretto dello Stato , con  il  compito di  gestire  il  risparmio  privato dei cittadini  ed  i  prestiti finalizzati  a  sostenere soltanto investimenti di natura  commerciale  e  produttiva  nell’economia  reale, escludendo qualsiasi  investimento  di tipo speculativo finanziario .
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 “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai delinquenti, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.” (Albert Einstein

                                    il 20 febbraio la Giornata 
                                                               Mondiale per la Giustizia Sociale,

 istituita nel 2007, durante la 62esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In quest'occasione gli Stati sono invitati a promuovere attività concrete in sostegno degli obiettivi del World Summit for Social Development tenutosi a Copenaghen nel 1995. Tra questi uno sviluppo sociale che contribuisca alla giustizia sociale, la solidarietà, l'armonia, la parità all'interno e tra i paesi. L'uguaglianza e l'equità vengono riconosciuti come valori fondamentali di tutte le società. E mai come in tempi di crisi bisognerebbe porre al centro dell'azione la giustizia sociale per evitare che si acuiscano le diseguaglianze.
"La giustizia sociale rappresenta ben più che un imperativo etico: si tratta di un fondamento per la stabilità nazionale e la prosperità globale": con queste parole è intervenuto lo scorso anno il Segretario generale dell'Onu Ban-Ki Moon, ricordando che la giornata "rappresenta un invito a tutti i Paesi a intraprendere azioni concrete che diano senso ai valori universali di dignità umana e opportunità per tutti perché pari opportunità, solidarietà e rispetto dei diritti umani sono indispensabili per sprigionare tutto il potenziale produttivo delle nazioni e dei popoli".
Le diseguaglianze aumentano sempre di più e creano distanze che sembrano incolmabili tra gli uomini che, almeno in teoria, dovrebbero nascere liberi ed essere uguali in dignità e in diritti e la parola “giustizia” sembra troppo spesso assumere un significato astratto. La crescita del divario è confermata da uno studio del gruppo di ong Oxfam, secondo il quale quasi la metà di tutta la ricchezza generata nel mondo è nelle mani dell’un per cento della popolazione.

Il 20 febbraio si celebra Giornata mondiale della giustizia sociale, istituita dalle Nazioni Unite nel 2007. L’Onu invita gli stati membri ad aderire e a dedicare la giornata alla promozione di attività volte allo sviluppo sociale.
 “Il divario tra i più poveri e più ricchi in tutto il mondo è vasto e in costante crescita. Dobbiamo fare di più per responsabilizzare gli individui attraverso un lavoro dignitoso, sostenere le persone attraverso la protezione sociale e garantire che le voci dei poveri e degli emarginati siano ascoltate”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.
La giustizia sociale è un principio fondamentale per la convivenza pacifica tra le nazioni e all’interno di esse. Sosteniamo i principi della giustizia sociale quando promuoviamo l’uguaglianza di genere e dei diritti delle popolazioni indigene e dei migranti e quando eliminiamo le barriere che le persone devono affrontare a causa del sesso, età, etnia, religione, cultura o disabilità.
 Il perseguimento della giustizia sociale per tutti è uno degli obiettivi principali delle Nazioni Unite. Un esempio concreto è l’adozione da parte dell’Organizzazione internazionale del lavoro della Dichiarazione sulla giustizia sociale per una globalizzazione giusta. La Dichiarazione si concentra sulla necessità di garantire risultati equi per tutti attraverso l’occupazione, la protezione sociale, il dialogo sociale, e il rispetto dei principi fondamentali e dei diritti sul posto di lavoro.
L’edizione del 2015 è stata dedicata alla lotta al traffico di esseri umani e alle moderne forme di schiavitù. Per contrastare questo fenomeno l’Organizzazione internazionale del lavoro ha adottato lo scorso giugno un nuovo protocollo giuridicamente vincolante, per rafforzare l’azione mondiale per l’eliminazione del lavoro forzato. 




                                              LA  RICCHEZZA   E  L’ EQUITA’   FISCALE
La ricchezza di un Paese è un obiettivo che deve essere sempre perseguito  in ogni progetto politico ed economico . Ma essa diventa un fattore negativo  se nell’ambito della società  si manifesta un accumulo di essa nella disponibilità di una minoranza di persone , mentre  si accentuano  e si diffondo situazioni di  povertà , anche assoluta ,  nell’ambito  della stessa comunità sociale . Allora , la Politica , attraverso i suoi organi  istituzionali , Parlamento e Governo , ha il dovere di intervenire in modo strutturale  al fine di  porre rimedi a una tale drammatica distorsione , prima che essa possa dar luogo a sollevazioni popolari anche  gravi  contro la politica stessa e contro coloro che nella  gestione delle risorse pubbliche hanno responsabilità . E’  previsto nella nostra Costituzione , art. 53 , che : “ Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva .  Il sistema tributario è informato a criteri di progressività “.Sulla base  e  in osservanza di quanto è prescritto nella Costituzione , gli Organi Politici e istituzionali  hanno il dovere e il potere di trovare soluzioni  a tale drammatico problema  attraverso una vera e propria Riforma strutturale  del “Sistema fiscale “ , con adeguamenti  volti a riformulare in aumento  le aliquote fiscali , nei  loro valori percentuali , nei confronti di coloro  che , sulla base  degli accertamenti  prescritti  dalla legge , vengono  riscontrati  di  avere  redditi e  rendite di capitali  più elevati  e quindi  maggiore capacità contributiva  e  conseguentemente  poter ricavare  maggiori  introiti tributari  ed  aumenti del gettito fiscale , utili al fine di realizzare una più equa redistribuzione della ricchezza nazionale  a favore delle classi sociali più deboli , consentendo  ad esse  di  percepire , quanto meno , di un reddito minimo  individuale , per ogni cittadino che risulti  essere senza alcun reddito e di poter usufruire  di esenzioni  oppure  di  opportuni  importanti  sgravi  e  detrazioni  fiscali  riguardo  a  spese  sostenute per  beni  essenziali  da  famiglie a basso reddito.
A questo punto , si tratta solo di “ volontà politica “  , da parte del Governo ,  cioè  nel  volere o meno intervenire  fiscalmente nei confronti  di classi sociali privilegiate , nei confronti di società economiche  aventi  elevate posizioni nei mercati  finanziari , nei confronti di quanti risultano  godere di un tenore di vita lussuoso ;  tutti interventi  che gli Organi preposti dello Stato  possono  ben  realizzare ed anche efficacemente  usando  i mezzi e gli strumenti  di indagine  più avanzati  tecnologicamente , attraverso tutte le possibili  interconnessioni  con  altri  apparati  pubblici  e fiscali anche internazionali  ed altresì attraverso norme legislative che prevedano pene più severe , anche penali restrittive della libertà personale  nei confronti  dei  grandi  evasori  fiscali .


martedì 14 febbraio 2017

NOI , ITALIANI

                                                     NOI  ,   ITALIANI
Così  siamo fatti , noi Italiani .
Noi Italiani siamo un popolo dalle caratteristiche molto particolari . Siamo facili agli entusiasmi , ma siamo anche molto critici. Siamo individualisti  e amiamo il protagonismo , specie nello esporre le nostre personali idee, e conseguentemente sembriamo essere perennemente in contestazione gli uni contro gli altri. Non siamo propensi  a credere ciecamente , né ad ubbidire a regole imposte . Diamo l’impressione di essere divisi , tra sud e nord, ma poi , al momento  opportuno , sappiamo ritrovare una stupenda riunificazione civile , nel valutare  uomini e cose con un grado di intelligenza  che ci accomuna , ben superiore rispetto a quella di altri popoli . Crediamo in certi valori fondamentali , che fanno parte della nostra cultura umanistica , ricca di esperienze storiche , di civiltà prestigiose che hanno fatto parte del  nostro passato , che hanno lasciato indelebili impronte nel modo di intendere la vita sociale , nel segno della  “Libertà “ e della “ Indipendenza “. Una intelligenza tipicamente italica che ha  preteso sempre  rispetto di sé , e che alla fine ha punito  e punisce sempre chi intende offenderla usando furbizia e inganno.  La storia italiana ha dato sempre testimonianza  e ragione di ciò e certamente  la darà anche in futuro , premiando i migliori , quelli che in politica sapranno coniugare onestà intellettuale e fiducia .
Di ciò che pensa  e vuole  il Popolo italiano  , però , il mondo politico e quello collaterale e colluso  della cosiddetta “stampa “ o informazione , manifestano  apertamente  di non volerne tener conto . Anzi , tutti coloro che ne fanno parte  agiscono  spudoratamente disconoscendo la volontà ed i bisogni del popolo , usano il  potere ad esso usurpato violando ogni principio del bene comune e della collettività , intrecciando  interessi  speculativi  con frange sociali affaristiche e privilegiate.   
Da tutto ciò , si  spiega  il  motivo per cui il nostro Paese  Italia si trovi agli ultimi posti  fra quelli  che non progrediscono  come  tanti altri in Europa ;  un Paese  che soffre  di una drammatica  disoccupazione , di gravi condizioni sociali di povertà , di un elevatissimo debito pubblico , di gravissimi fenomeni  di corruzione e di criminalità , di gravi situazioni critiche idrogeologiche , di inefficienze  e carenze strutturali  in opere pubbliche , etc….

Di tutto ciò , verrà il momento  in cui  tutti i responsabili  dovranno  rendere  conto  al Popolo italiano , a quei milioni di cittadini italiani  che ancora credono possibile e in diritto di avere una vita sociale giusta  e progredita ,  secondo i principi democratici  dettati e previsti nella nostra Costituzione .

                                             IL  COSIDDETTO  “  POPULISMO  “

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Quando una cosa non fa comodo , perchè non è conforme agli interessi speculativi del potere , allora si parla di populismo . Quando un problema non si vuole risolverlo ,perchè non fa parte dei progetti del potere politico-finanziario, allora si parla di populismo . Quando qualcuno si alza e a gran voce denuncia l’ipocrisia dei politici , allora viene tacciato di populista. Tutto ciò dimostra in modo inequivocabile che il mondo politico-finanziario viaggia in un’orbita parecchio lontana da quella in cui gira il mondo della gente che lavora per vivere , che non trova più lavoro , che non può lavorare ed ha bisogno di assistenza perchè invalido, che ormai è troppo anziano per lavorare , ma non è economicamente autosufficiente , un mondo reale in cui campa e cerca di campare un popolo , difeso solo da individui che hanno il coraggio di dire la verità e di denunciare il malaffare e le speculazioni e che per tale motivo vengono tacciati come populisti.

giovedì 9 febbraio 2017

Il sacrificio di una giovane vita

      
                     IL  SACRIFICIO  DI  UNA  GIOVANE  VITA
Il sacrificio di una giovane vita , che ha lasciato un mondo di ipocrisie , di false promesse , di egoismi , di tradimenti , di arroganze e soprusi di potere , di crudeltà e cinismo , di dispregio di ogni valore morale , della dignità umana e del diritto dei giovani a poter sperare in un futuro migliore . Un mondo dominato da  maledetti  bastardi che  abusano di  poteri  istituzionali  per  interessi personali, che  agiscono  da  corruttori  e corrotti , che  si  associano  e  sono collusi  con gli altrettanti  maledetti bastardi  appartenenti  alle  varie  mafie ,  che  non esitano ad usare  vigliaccamente  violenza  e  sopraffazione , specie  verso chi  è più  debole e indifeso , verso  milioni di cittadini onesti  costretti a subire sofferenze e umiliazioni  per condizioni di povertà e di abbandono sociale . Tutto ciò  a causa della protervia e dell’arroganza di una minoranza di individui , che si arricchiscono lucrando e speculando sui bisogni delle persone , favoriti da una sempre più diffusa               indifferenza sociale , che determina impotenza  verso un mondo di abusi e di potere sempre più forti .
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Con questa lettera un trentenne friulano ha detto addio alla vita. Si è ucciso stanco del precariato professionale e accusa chi ha tradito la sua generazione, lasciandola senza prospettive. La lettera viene pubblicata per volontà dei genitori, perché questa denuncia non cada nel vuoto.
Lettera di Michele

Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi.
Ho cercato di essere una brava persona, ho commessi molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.
Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi, di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia.
Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.
A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo.
Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.
Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione.
Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.
Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno.
Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.
Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri.
Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza si, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.
Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene.
Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.
P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.
Ho resistito finché ho potuto.