martedì 12 febbraio 2013

IL DIRITTO-DOVERE DI VOTO



                             IL DIRITTO- DOVERE  DI  VOTO

PER UNA “ NUOVA  ERA “  di PACE, di SOLIDARIETA’ e di GIUSTIZIA SOCIALE  www.perunanuovaera.blogspot.com 
OGNUNO DI NOI DEVE FARE UN ATTENTO ESAME DI COSCIENZA .
QUANDO LA BARCA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, E’ INUTILE E SPRECATO OGNI INTERVENTO PER TAPPARE I BUCHI;  PERTANTO E’ INDISPENSABILE CAMBIARE LA BARCA VECCHIA CON UNA BARCA NUOVA
.ESPRIMERE SCELTE  SU  PROGRAMMI POLITICI CHE IN MODO CHIARO  ABBIANO COME OBBIETTIVI FONDAMENTALI IL BENE COMUNE  E IN PARTICOLARE LA TUTELA DELLE FASCE SOCIALI PIU’ DEBOLI  E  SCELTE SU  PERSONE CHE DIANO REALE AFFIDAMENTO PER ONESTA’ E CORRETTEZZA DI VITA PRIVATA E PROFESSIONALE.
SOLTANTO  ATTRAVERSO QUESTO ATTO DI  MATURITA’  POSSIAMO  GUARDARE  AVANTI E SPERARE  IN UN FUTURO MIGLIORE.
“ ERRARE UMANUM EST , SED PERSEVERARE  DIABOLICUM “  

NELLE DITTATURE , IL VOTO  O E’ IMPOSTO A SENSO UNICO  O  E’  INUTILE  PERCHE’ NON RICHIESTO DAL REGIME ;  NELLE DEMOCRAZIE IL VOTO  E’ UN DIRITTO-DOVERE DEL CITTADINO , UNA LIBERA MANIFESTAZIONE DI SCELTA  POLITICA, MA SOPRATTUTTO E’ UN TANGIBILE SEGNO DI RESPONSABILITA’ CIVILE NEI CONFRONTI DELLA COMUNITA’ E DELLE NUOVE GENERAZIONI ; DIRITTO-DOVERE CHE DOVREBBE ESSERE ASSOLTO DA TUTTI GLI AVENTI DIRITTO, MA IN PARTICOLARE DA TUTTI QUEI CITTADINI CHE VOGLIONO VIVERE IN UNA SOCIETA’  REGOLATA  DA LEGGI  DEMOCRATICHE  E GOVERNATA  SECONDO PRINCIPI DI  “ GIUSTIZIA SOCIALE “  E  CHE  PERTANTO RIFIUTANO OGNI FORMA DI PREVARICAZIONE DA PARTE DI GRUPPI DI POTERE CHE NE OSTACOLANO LA REALIZZAZIONE
  OGNI   CITTADINO ,  NESSUNO  ESCLUSO ,  HA IL DIRITTO  DI  CONDURRE  UNA  VITA  SOCIALE  SICURA E  DIGNITOSA , COME E' SANCITO NELLA NOSTRA CARTA COSTITUZIONALE ; QUESTO E’ UN  DIRITTO  FONDAMENTALE  CHE PUO’ ESSERE SALVAGUARDATO SOLO ATTRAVERSO LA  REALIZZAZIONE DI UNA  VERA “ GIUSTIZIA SOCIALE “
 INVECE, TUTTO CIO’ , OGGI ,  E’ IN GRAVE PERICOLO DI SOPRAVVIVENZA A CAUSA DI UNA CRISI ECONOMICA  E SOCIALE  CHE INVESTE ORMAI AMPIE FASCE DELLA CITTADINANZA E CHE DI GIORNO IN GIORNO SI AGGRAVA , AUMENTANDO IL DIVARIO FRA UNA PARTE DI CITTADINI  ( CIRCA IL 10 % ) CHE SONO GIA’  RICCHI O CHE COMUNQUE SI AVVANTAGGIANO  DELLA CRISI   RISPETTO AL RESTO  DELLA  POPOLAZIONE, CHE AL CONTRARIO  VA IMPOVERENDOSI.

ANCHE SE LE CAUSE DI TALI ACCADIMENTI  SONO SENZA DUBBIO MOLTEPLICI E  RIGUARDANO  FENOMENI DI SPECULAZIONI FINANZIARIE DI CARATTERE GENERALE E GLOBALE, PERO’  CERTAMENTE TALE CRISI E’ PESANTEMENTE AGGRAVATA  DA  FENOMENI  LOCALI , DAL PROLIFERARE DI ATTIVITA'  E INTERESSI  ILLECITI, CHE  FIORISCONO CONTINUAMENTE  CONTAMINANDO E SOFFOCANDO  LE SANE ATTIVITA'  PRODUTTIVE  DEL  PAESE, ATTRAVERSO  LA  CORRUZIONE  DILAGANTE E  GLI INTRECCIATI INTERESSI  ILLECITI  FRA  ORGANI POLITICO-ISTITUZIONALI  E  GRUPPI CRIMINALI IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE E  DI  INTERE "FAMIGLIE"  MAFIOSE , CHE  HANNO  POSTO  LE  PROPRIE  RADICI SPECIALMENTE   NELLE  ZONE  PIU'  ECONOMICAMENTE  EVOLUTE , USANDO  STRATEGIE  ASSAI  DIVERSE  DA QUELLE  DEL  PASSATO,  OPERANDO  OCULATE  INFILTRAZIONI   IN  POSTI  DI  RESPONSABILITA'  POLITICO-ISTITUZIONALE  DI  ENTI PUBBLICI  , MA  ANCHE IN IMPORTANTI   ISTITUTI  DI  CREDITO , BANCHE, ENTI  PRIVATI  DI  FINANZIAMENTI  E  DI PRESTITI, CHE HANNO PERMESSO E PERMETTONO IL RICICLAGGIO  DI ENORMI QUANTITA’ DI DENARO “ SPORCO” PROVENIENTE  DA ATTIVITA’ ILLECITE E  CHE IN PRATICA  ANNULLANO OGNI LEGITTIMA POSSIBILITA’ DI LEALE CONCORRENZA NEL MONDO DEL LAVORO.

PER TUTTI QUESTI MOTIVI  EMERGE LA URGENTE NECESSITA’  DI UN CAMBIAMENTO RADICALE DI TALE SISTEMA PORTATORE DI MALI SOCIALI,  CHE  PUO’  AVVENIRE  SOLTANTO ATTRAVERSO UN VOTO, UNA SCELTA RAGIONATA E CORAGGIOSA SU NUOVE FORZE POPOLARI E PROGRESSISTE, APERTAMENTE SCHIERATE CONTRO LE CASTE E LE MAFIE.

venerdì 18 gennaio 2013

LA GIUSTIZIA SOCIALE - GIUSTIZIA PENALE


     
    LA   GIUSTIZIA  SOCIALE                                                                           www.movimentodellavoroedellacooperazione.blogspot.com  

PER  UNA  "  NUOVA  ERA  "  di  Pace , di Solidarietà e di Giustizia Sociale.
 www.perunanuovaera.blogspot.com    


Cosa deve intendersi per “ GIUSTIZIA  SOCIALE “ :
La  puntuale  applicazione  e  realizzazione  nella vita sociale del Paese dei  principali e  fondamentali  principi normativi  contemplati  nella  COSTITUZIONE della REPUBBLICA ITALIANA  ,  i  cui  capisaldi  sono costituiti dal “ Lavoro “  e  dalla  “ Sovranità popolare “ .  
Al fine di poter realizzare una vera e propria  “giustizia sociale “,  gli Organi Istituzionali dello Stato  ( Parlamento  e Governo ) , oltre che richiedere nei confronti dei cittadini l’adempimento dei doveri stabiliti nella Costituzione medesima,   DEVONO garantire  ad ogni cittadino , attraverso l’esercizio delle funzioni dei propri Organi ed Enti politici e amministrativi , il pieno  rispetto e  l’attuazione di taluni importanti diritti che riguardano  :
-         Il diritto alla parità sociale e alla uguaglianza davanti alla legge(art.3)
-         Il diritto al lavoro ( art. 4 )  e  alla  tutela  del  lavoro ( art. 35 ), il diritto di collaborazione al lavoro ( art.46 )
-         Il diritto di libertà personale e di manifestazione del pensiero ( da art. 13 a art.21. )
-         Il  diritto di voto ( art. 48 ) e il diritto di associazione ( art. 49 )
-         Il diritto ad  una effettiva giustizia  fiscale  ( art. 53 )
-         Il diritto ad una efficiente ed efficace giustizia civile e penale ( art. 27  e art. 101 e seg )
-         Il diritto alla tutela della sicurezza e della salute ( art. 32 e 38 )
-         Il diritto all’istruzione ( art. 34 )
                            
                                   
                                   
NON SI POTRA' MAI E NON SI DEVE RISOLVERE UN PROBLEMA COSI' DRAMMATICO COME E’ QUELLO DELLE CARCERI ITALIANE ATTRAVERSO AMNISTIE , INDULTI , O BRACCIALETTI O ALTRI ESPEDIENTI BANALI , INUTILI E COSTOSI ..... SONO NECESSARIE  RADICALI , RISOLUTIVE  RIFORME  ORDINAMENTALI , PROCEDURALI E STRUMENTALI.


PROPOSTA  DI RIFORME SULLE  CARCERI  ITALIANE

PER LA RISOLUZIONE DEL GRAVOSO PROBLEMA DEL SOVRAFFOLLAMENTO NELLE CARCERI ITALIANE


  Premesso  che  l'art. 27 della Costituzione vieta  che una pena detentiva sia  in violazione dei diritti umani e prevede  che la pena deve tendere alla rieducazione del carcerato e  che  la  situazione  in cui versano gli Istituti  e strutture abitative penitenziarie italiane ha raggiunto e superato ormai drammaticamente  livelli di sopportabilità  e  decenza  umana, 
-Innanzi tutto è assolutamente necessario che vengano emessi provvedimenti legislativi volti a ridefinire giuridicamente  l’Istituto penale riguardante l’ordinamento penitenziario e precisamente rivedere la possibilità  , in ordine alla esigenza  della  sicurezza sociale sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà nei confronti di chi ha commesso  reati ,  di una  effettiva distinzione  applicativa nei confronti dei soggetti , distinguendo reati gravi e pericolosità dei soggetti, e reati  meno  gravi , reati ritenuti di minore entità.  Cioè, tenere in luoghi e  reparti ben distinti i soggetti rientranti nel primo caso da tutti quegli altri.  Altresì, applicando  una  ulteriore importante  distinzione , sempre in ordine alla situazione giuridica processuale personale,  riguardo alla  collocazione  detentiva, fra chi è in attesa di giudizio e chi invece  deve scontare una pena divenuta esecutiva.
Per poter tradurre nella  realtà una  tale importante riforma , che  verrebbe  a  costituire  sicuramente in  modo molto  più  ragionevole e  umano   l’applicazione della giustizia penale , indubbiamente si  rendono  indispensabili maggiori strutture  penitenziarie  e  più  personale qualificato, addetto alla sorveglianza.
Allo stato  delle cose , vista la gravissima situazione di sovraffollamento nelle carceri  e  la  reale  confusione di convivenza  in  merito  alle fattispecie sopra considerate, ad eccezione di quei soggetti rientranti nella applicazione dell'articolo 41-bis ( Il c.d. carcere duro) della Legge 26/7/1975 n.354,  e  viste le attuali reali  difficoltà di carattere organizzativo  ed  economico in cui versa il nostro Paese,  si  vuole  avanzare  la  PROPOSTA , innanzi tutto ,  di  poter  rimettere in efficienza talune  tuttora  esistenti strutture  penitenziarie  dismesse e rimaste abbandonate, ma ancora utilizzabili, e  quindi inoltre  considerare come  iniziativa interessante , al fine di acquisire una più ampia disponibilità allocativa, la possibilità di  adibire le  ex  caserme  militari , ormai  dismesse,come Istituti penali di custodia cautelare, nei quali ospitare soggetti imputati di reati non gravi e in attesa di giudizio ed anche soggetti già condannati però per reati  minori. Pertanto,strutture non caratterizzate secondo le classiche celle , bensì  aventi ambienti più ampi , meno restrittivi , dove poter circolare , avere contatti interpersonali con altri individui, svolgere attività lavorative e culturali , sempre sotto la sorveglianza degli operatori penitenziari.
Si tenga presente che le strutture già utilizzate come caserme militari si presentano idonee allo scopo, dato che le stesse conservano le caratteristiche tipiche di locali in cui la sicurezza , appunto dal punto di vista  strutturale,  è un fattore già esistente, ma che naturalmente necessitano di talune opportune modifiche e adattamenti funzionali.
 Oltre al personale addetto alla custodia cautelare, si può  ricorrere alla  assunzione anche di  persone aventi la qualifica di assistente sociale, specialmente se nei luoghi di restrizione  si  pongono in essere  attività  che  comportino  applicazioni  ed  impegni di carattere lavorativo e  culturale, volti ad un effettivo recupero e  reinserimento dei soggetti nell’ambito del sociale.
Quanto sopra, può essere  realizzato in tempi non necessariamente  lunghi e soprattutto non  comporta  oneri rilevanti di spesa  e   viene  a  costituire una  soluzione  proficua  organizzativa e di civiltà ; tutto ciò chiaramente, va posto in essere in aggiunta a quelle  norme  di legge, già esistenti,( La legge Gozzini  n. 663 del 1986,) che contemplano adesso misure alternative e sostitutive alla detenzione, nonché a quegli altri opportuni provvedimenti legislativi da approvare e che prevedano una depenalizzazione dei reati considerati minori.


DA  TENERE PRESENTE CHE L’IMPIEGO DELLE SOMME NECESSARIE  PER LA REALIZZAZIONE DI UNA RIFORMA  CARCERARIA  COSI’ COME FORMULATA ,  PUR COMPORTANDO   NEL SUO COMPLESSO UN CERTO IMPEGNO FINANZIARIO , SIA SOTTO L’ASPETTO DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI  SIA  RIGUARDO  AL FABBISOGNO DI PERSONALE QUALIFICATO, TALI SPESE  SAREBBERO  PIENAMENTE  COMPENSATE  DA UN ENORME GUADAGNO DI CARATTERE SOCIALE  E DI CIVILTA’ E QUINDI  SICURAMENTE  ANCHE DI NATURA ECONOMICA .






domenica 21 ottobre 2012

MOVIMENTO POPOLARE DEL LAVORO E DELLA COOPERAZIONE


                                                 

www.movimentodellavoroedellacooperazione.org






  http://youtu.be/5SF2fRpB7oc        
Roberto Saviano - La Costituzione Italiana


Giustizia sociale, fiducia, democrazia - Stefano ZAMAGNI 


                                             “  STATUTO  “
DEL  MOVIMENTO  POPOLARE  DEL  LAVORO  E  DELLA  COOPERAZIONE :

ART. 1 )  ESSO NON E’ UN PARTITO POLITICO , NE’  UN’ASSOCIAZIONE , MA E’ UN LIBERO MOVIMENTO POPOLARE DI OPINIONI  E  PROPOSTE  IN MATERIA ECONOMICA E SOCIALE, CHE NEL  PIENO  RISPETTO  DEI PRINCIPI  E  NORME  COSTITUZIONALI,  HA  COME  ANIMA CONDUTTRICE  E  FINALITA’  LE  PROPOSTE  CONTENUTE   NEL    “ PROGETTO “  CHE FA PARTE INTEGRANTE DI ESSO;

ART.2 ) IL  SIMBOLO DEL MOVIMENTO E’ RAFFIGURATO DA
“  SOLE  RAGGIANTE  SU  ORIZZONTE  MARINO “

ART.3 )  CHIUNQUE  PUO’  ISCRIVERSI  PER  VIA TELEMATICA  AL  MOVIMENTO,  IN  MODO  ASSOLUTAMENTE  GRATUITO,  E  IN  QUALSIASI  MOMENTO  PUO’  REVOCARE , COMUNICANDOLA, LA  PROPRIA  ISCRIZIONE  SENZA  CONDIZIONE  ALCUNA;

ART.4 ) CHIUNQUE   DEGLI  ISCRITTI  AL  MOVIMENTO  PUO’ ESPRIMERE LIBERAMENTE   IL PROPRIO  VOTO , SIA  SU  EVENTUALI  PROPOSTE  DI  MODIFICA  ALL’INTERNO  DEL  PROGETTO, SIA  SULLA  ELEZIONE  DEI  COORDINATORI  ,  VUOI  A LIVELLO  LOCALE  VUOI  A  LIVELLO CENTRALE, MA IL  VOTO   VA  ESPRESSO  ESCLUSIVAMENTE   IN VIA TELEMATICA ATTRAVERSO IL  PREPOSTO  SITO   ED  OGNI DELIBERAZIONE IN  MERITO   SARA’  VALIDA  SOLTANTO  SE  AVRA’  RAGGIUNTO  UN RISULTATO  FAVOREVOLE  DI  ALMENO  DUE  TERZI  DEL  NUMERO  COMPLESSIVO  DEGLI  ISCRITTI  AL  MOVIMENTO  STESSO.               I  RISULTATI  ELETTORALI  VANNO  RESI  PUBBLICI  ATTRAVERSO  IL  SITO  DEL  MOVIMENTO.


La vita e il vero sviluppo sociale di un Paese non può che fondarsi   e soltanto sul   “ LAVORO “ , quello intellettuale e fisico , e mai e poi mai un Paese può crescere politicamente e socialmente se brucia  le sue risorse attraverso le attività speculative finanziarie, attraverso la falsa ricchezza e accumulo di denaro non proveniente da reali attività di lavoro e da una reale produzione di beni e servizi sociali.
In questi momenti di crisi economica globale , l’Italia , pur in una situazione molto difficile a causa dell’elevatissimo debito pubblico, ha ancora  grandi  risorse nelle capacità umane, di  invenzione e di volontà di operare ; ciò è dimostrato dalla attuale esistenza di molteplici piccole e medie imprese , in campo agricolo , artigianale , industriale e nel settore dei servizi, che si fanno ancora valere , all’interno e all’estero, per l’alta qualità dei loro prodotti.
Al momento, però,  la crescita è quasi ferma, la produzione lavorativa è su indici molto bassi , e ciò è determinato non soltanto per la mancanza di reperimento di risorse ed aiuti economici , ma anche per una sorta di gestione della politica e di Governo , preoccupata principalmente e in modo rigido, al reperimento di denaro nel vano tentativo di abbassare in misura determinante il debito pubblico e di contrastare le manovre finanziarie di natura speculativa ; un sistema basato soprattutto attraverso l’imposizione di tasse e di balzelli vari , sin da determinare un progressivo impoverimento della società e una drammatica sfiducia che investe il mondo del lavoro e delle imprese. Un pericoloso disorientamento e frazionamento di risorse che rischiano ogni giorno di più di indebolirsi e che cercano e a volte vi riescono a trovare altre vie di uscita, trasferendosi fuori dal nostro Paese.
Come si può frenare  questa emorragia ?  Si può, realizzando una       “ ECONOMIA DI COMUNIONE”    . Cioè , attraverso la realizzazione di varie forme di aggregazione delle risorse , costituendo sistemi di COOPERAZIONE  fra attività  di lavoro congeniali , capaci di sviluppare una rete di produzione di beni e di servizi nell’ambito delle diverse realtà locali del nostro Paese. Alcune di queste iniziative sono già state create, ma necessitano di  espandersi in tutto il territorio nazionale.
Però , una vera riorganizzazione sociale del lavoro basata sul sistema cooperativistico , DEVE  essere supportata da una idonea politica di Governo , da Istituzioni dello Stato che siano efficienti e capaci di  garantire le condizioni di base , sotto il profilo economico, fiscale e legislativo, al fine di poter consentire al sistema di  realizzarsi  e di crescere.   
Necessita , pertanto  e innanzi tutto, una “  nuova politica” , una vera riforma del sistema elettorale, che restituisca al popolo il diritto di scegliere direttamente i propri rappresentanti politici , ma nel contempo  è necessario che urgentemente  i cittadini si riorganizzino sotto l’aspetto politico al fine di poter realizzare e sostenere :   IL  PROGETTO  PER IL BILANCIO DEL BENE COMUNE " attraverso  la  costituzione del presente " MOVIMENTO POPOLARE DEL LAVORO E DELLA COOPERAZIONE"
 Un  Movimento che offra in modo chiaro e semplice, un PROGRAMMA politico concreto, in materia economica e sociale, impostato per la realizzazione di un “ciclo virtuoso “  , composto dei seguenti fattori essenziali :  Lavoro, Sicurezza, Produzione, Risparmio, Investimenti sulla ricerca e su innovazioni strutturali.
In materia di lavoro e produzione l’elemento coagulante deve essere la “ cooperazione”  , sia fra varie congeniali realtà di impresa ,  ( industriale, agricola, artigianale, commerciale ,  di servizi , etc...) , le quali , per trovare uno sbocco dalla crisi economico-finanziaria - organizzativa in cui versano, provino a reperire le risorse necessarie alla ripresa della produttività attraverso forme di associazione  e  di aggregazione, sotto l'aspetto finanziario ed organizzativo, con altre imprese collegate ad una specifica rete produttiva ; bensì anche attraverso un sistema nuovo , più moderno e più adeguato alle situazioni contingenti , in ordine ai rapporti contrattuali fra dirigenti di impresa e lavoratori dipendenti ; un sistema, che pur nel pieno rispetto dei principi costituzionali e  fondamentali in materia di diritti-doveri sul lavoro, nonchè nel rispetto delle norme contrattuali di base stabilite per ogni categoria in campo nazionale,  sia caratterizzato anche da un "principio di libera contrattazione " fra le parti nell'ambito dell'impresa, che, sempre nella legalità, possano riguardare particolari accordi su diverse modalità di svolgimento del lavoro, se ciò dovesse  rivelarsi necessario per superare le difficoltà del momento o per realizzare obbiettivi volti alla migliore produzione di beni e servizi ; accordi  da stabilire attraverso un formale impegno fra le parti sia in ordine al mantenimento occupazionale sia in ordine  ai benefici economici che ne deriverebbero, a vantaggio e per il rafforzamento non solo dell’impresa stessa , ma naturalmente anche per le migliori condizioni salariali degli operatori.  
In materia di risparmio , deve essere tenuto  fermo il principio che le risorse economiche risparmiate siano gestite da appositi "Istituti finanziari" , che però siano aperti al credito nei confronti di imprese volte a realizzare  investimenti produttivi e  innovazioni strutturali, escludendo che presso tali istituti possano essere utilizzati detti depositi al risparmio per qualsiasi diversa attività finalizzata  ad  investimenti finanziari di natura speculativa.  
Per tali  motivi  è  necessario che il  “Movimento del Lavoro e della Cooperazione”  deve  fondarsi  sul seguente
                       
                   
                               P R O G R A M M A      


1) Il Movimento deve contenere il Programma , detto per il  "bilancio del bene comune ", approvato dagli aderenti al Movimento stesso ;

2)  L’organizzazione  strutturale del Movimento non deve essere di tipo verticistico-piramidale;  nel senso che alla guida politico-organizzativa e gestionale  deve presiedere un “organo collegiale”, costituito da  minimo tre , max  cinque  persone , i “coordinatori “, eletti dalla base degli iscritti, con mandato a scadenza annuale , rinnovabile non oltre tre anni;   

3) Il Movimento  deve  mantenersi  solo attraverso  autofinanziamenti  privati e deve utilizzare  i mezzi e le risorse meno dispendiose e più economicamente vantaggiose ( es.  a mezzo internet ) per i comunicati e per le consultazioni fra aderenti al Movimento ;

4) Trasparenza dei bilanci e messa in rete internet dei relativi conti e spese  di gestione  del Movimento  e formulazione  di  un "codice etico"  riguardante comportamenti ed atti da tenere da parte dei responsabili e rappresentanti politici del Movimento stesso ;

5) Esigenza di provvedimenti di semplificazione  delle procedure burocratico-amministrative  ( es. più esteso possibile ricorso alle autocertificazioni, accorpamento  di funzioni  burocratiche istituzionali  presso centri amministrativi unici zonali, con eliminazione della ripetizione  di medesime competenze burocratiche fra molteplici uffici )  in materia di autorizzazioni  per la costituzione di un’impresa  e  per  le  sue conseguenti  e necessarie attività  di gestione;

6) Esigenza di precise norme, da far valere in campo internazionale, che tutelino la originalità e la qualità dei beni prodotti dalle imprese nazionali ;

7) Costituzione di un “ Fondo  nazionale di  garanzia   per le imprese che utilizzino la forma di cooperazione “ , presso  la  Cassa Depositi e Prestiti, che sia di sostegno , attraverso mutui a tasso agevolato, alle imprese , alla loro costituzione     ( con condizioni più favorevoli per le imprese formate da giovani) e in interventi finanziari di  carattere straordinario, in caso di particolari difficoltà economiche, che non risultino generate da gravi , colpevoli  e irresponsabili comportamenti sulla gestione della impresa; 

8) Esigenza di agevolazioni fiscali nei confronti di imprese che dimostrino di avere impiegato le proprie risorse per il miglioramento  della produzione  e  per il rinnovamento delle strutture e impianti ; attività volte alla utilizzazione e alla ricerca  di  fonti di energia rinnovabili  (“energia pulita", solare, eolica, idrica, etc...) ed  alla  tutela dell'ambiente naturale;

9) Richiesta di provvedimenti legislativi  che  incentivino  e sostengano  normativamente  iniziative  volte  alla  costituzione  di  attività  di lavoro di forma  cooperativistica, sia in campo agricolo, sia artigianale che dei servizi  e  riguardo al turismo , volte al recupero di opere d'arte, che potrebbero rivelarsi anche di pregevole valore culturale, ancora sconosciute, in quanto rimaste abbandonate in luoghi sotterranei o cantine di vecchi edifici pubblici, sparsi lungo il territorio del nostro Paese;


10) Esclusione di qualsiasi forma di investimenti  finanziari di tipo speculativo e borsistico  da parte di Istituti di credito in ordine a  depositi a risparmio appositamente costituiti  da imprese in forma associativa- cooperativa  che aderiscono  al “programma” politico del “ Movimento del lavoro e della cooperazione” ;

11) Rapporti di collaborazione fra  dipendenti  dell’impresa  e  imprenditore, finalizzati  ad ottenere una maggiore e migliore produttività  ed a risultati economici che consentano  un  rafforzamento e rinnovamenti  strutturali dell’impresa, sia sotto il profilo dell'efficienza e sicurezza degli impianti, sia sotto l'aspetto dell'incidenza degli stessi sulla salubrità ambientale.   Conseguentemente, anche a decisioni concordate    (  in contrattazione di secondo livello ) fra titolari di impresa e lavoratori nell'ambito organizzativo e lavorativo della impresa su progetti volti al mantenimento e miglioramento  della produttività e quindi al miglioramento delle condizioni economiche  di tutti gli operatori  dell’impresa stessa; ove  la situazione contingente dovesse richiederlo, accordi per cercare di risolvere il problema anche attraverso il ricorso a forme di aggregazione con altre realtà di impresa, con l’impegno, sottoscritto dalle parti per il mantenimento dei livelli occupazionali,  pure attraverso la mobilità del personale.



            E inoltre ,  il “ Movimento popolare “  avanza  le  seguenti  proposte  di legge, che stabiliscano :

- 1)   LA  INELEGGIBILITA'  E  INCOMPATIBILITA'  CON L'UFFICIO DI DEPUTATO  O DI SENATORE   E  CHE NON  POSSANO  RICOPRIRE   POSTI  DI  RESPONSABILITA'  E  INCARICHI  PUBBLICI  TUTTI  COLORO  NEI  CUI  CONFRONTI  SIA  STATO   PROVATO   DI  AVERE  ABUSATO  DELLA  LORO  POSIZIONE  ISTITUZIONALE AGENDO  IN  DANNO  DEL  PUBBLICO  INTERESSE  E  DEL  BENE  COMUNE  O COMPIENDO  ATTI  IN VIOLAZIONE  DELLA  LEGGE  PENALE  ;

-  2) UNA  CHIARA  "LEGGE ELETTORALE "  CHE  CI  CONSENTA  DI  SCEGLIERE  DIRETTAMENTE  NOI  LE  PERSONE  CHE  SI  CANDIDANO  ALLE  ELEZIONI , SULLA  BASE  DI  UNA  VALUTAZIONE  DEI  RISPETTIVI  "  CURRICULA "  PERSONALI  E  DEL  PROGRAMMA  POLITICO  PROPOSTO ;

- 3) L'ATTRIBUZIONE  DI  " PERSONALITA'  GIURIDICA "   NEI CONFRONTI  DI  PARTITI  POLITICI  E  DI  SINDACATI  , CON CONSEGUENTE  OBBLIGO  DA  PARTE  DEGLI  STESSI  DI  RENDERE  PUBBLICI  I  RISPETTIVI  BILANCI  IN  MATERIA  DI  CONTABILITA'  FINANZIARIA  E  CONDIZIONE  ECONOMICA ;

- 4)  LA  RIDUZIONE   NELLA  MISURA  DEL  50 %  DEL  NUMERO  DEI  PARLAMENTARI NEL  SENATO  DELLA  REPUBBLICA  E  NELLA  CAMERA  DEI  DEPUTATI,  E L'ATTRIBUZIONE  DI  UN  TETTO  MASSIMO  DI  SEIMILA  EURO   MENSILI ( LORDE )  PRO- CAPITE  A SENATORI E DEPUTATI  ,  CON  DIRITTO  A  VITALIZIO  (  A BASE CONTRIBUTIVA  E  NON  REVERSIBILE ) DOPO IL  70° ANNO DI ETA'  E SOLO  ALLA  CONDIZIONE  CHE  LA  PERSONA PARLAMENTARE  ABBIA  SVOLTO  PER  ALMENO  DUE  LEGISLATURE  CONSECUTIVE  IL  PROPRIO  MANDATO ;

-5)  L'ABOLIZIONE  DI  OGNI  TIPO  DI  CASSA  INTEGRAZIONE  GUADAGNI  E  INVECE VENGA ISTITUITA  UNA  INDENNITA' SOCIALE  MINIMA  GARANTITA ( DI ALMENO  MILLE  EURO AL MESE )  NEI CONFRONTI  DI TUTTI  COLORO  CHE  SI TROVANO  IN UNA  CONDIZIONE  DI  DISOCCUPAZIONE  O  NON  OCCUPAZIONE ,  SOTTOPONENDO  L'EROGAZIONE  DI  DETTA INDENNITA'  ALLA  CONDIZIONE  CHE  LA PERSONA  INOCCUPATA O DISOCCUPATA  NON  RIFIUTI  LA  PROPOSTA DI LAVORO  OFFERTA ALLA STESSA  E  VENGA  PREVISTA  UNA  PENSIONE  SOCIALE  DI  MILLE  EURO  MENSILI ALLE  PERSONE  ULTRASESSANTACINQUENNI, SPROVVISTE  DI  REDDITO ;   
  
-6)  CHE  I  SERVIZI  RIGUARDANTI  LA  SALUTE , L'  ISTRUZIONE , LA  GIUSTIZIA , LA  DIFESA  E  LA  DISTRIBUZIONE  DELL'ACQUA ,  COSTITUENDO  ESSI   SERVIZI  DI INTERESSE  GENERALE  ,  DEBBANO  ESSERE  GESTITI  DA  ENTI  PUBBLICI  E  DA  ISTITUZIONI  DELLO  STATO.

-7) IN  ORDINE  ALL' APPLICAZIONE  DELL'ART.  53  DELLA  COSTITUZIONE  REPUBBLICANA ,  TUTTI  SIANO  TENUTI  A  CONCORRERE  ALLE  SPESE  PUBBLICHE  IN  RAGIONE  DELLA  LORO  CAPACITA'  CONTRIBUTIVA   E  SIANO  SOTTOPOSTI  AL  SISTEMA  TRIBUTARIO  SECONDO  PUNTUALI  CRITERI  DI  PROGRESSIVITA'  E  EQUITA'  FISCALE  ANCHE  TUTTE  LE  RENDITE  E TRANSAZIONI  FINANZIARIE  E  PATRIMONIALI ;

-8 ) UN FORTE  RECUPERO  DI  RISORSE  ECONOMICHE , DA DESTINARE  AL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI SOCIALI  FONDAMENTALI,   ATTRAVERSO UN’INCISIVA  E  COSTANTE  LOTTA  ALL’EVASIONE  FISCALE, ALLA CORRUZIONE E ALLA CRIMINALITA’  ORGANIZZATA, ATTUATA  CON  UNA  PIU’ EFFICACE  AZIONE  REPRESSIVA  DA PARTE  DEGLI  ORGANI  ED APPARATI  ISTITUZIONALI  A  CIO’ PREPOSTI , CHE SIANO   ADEGUATAMENTE  ORGANIZZATI  E DOTATI  DELLE  NECESSARIE   STRUTTURE  E   FORZE  PROFESSIONALI.  

- 9 ) LA  MODIFICA  DELL'ART.  75  DELLA  COSTITUZIONE   NEL  SENSO  CHE  VENGA  AGGIUNTO  ANCHE  IL  CASO  CHE  POSSA  ESSERE  INDETTO  UN  REFERENDUM  POPOLARE  PER  PROPORRE  UNA  LEGGE . 

-10 ) ABOLIZIONE  DEL  FINANZIAMENTO  PUBBLICO  DEI  GIORNALI , COME  DEI  PARTITI  POLITICI , PONENDO UN  CONGRUO TETTO  MASSIMO RIGUARDO AI RIMBORSI  PER  SPESE  ELETTORALI ,  DA  DOCUMENTARE  E  RENDERE  PUBBLICI ;

-11 ) RIPRISTINO  DELLA  PIENA  ED  AUTONOMA  FUNZIONE  PUBBLICA  DELLA  BANCA  D'ITALIA , NEL  RUOLO  DI  CONTROLLO  E  VIGILANZA  NEI  CONFRONTI  DEL  SISTEMA  BANCARIO  NAZIONALE  E  SULLE  O.P.A.

-12 )  EMANAZIONE  DI  SEVERE  NORME  PENALI  ANTIRICICLAGGIO  DI  DENARO  E  RIPRISTINO  DEL  REATO  DI  FALSO  IN  BILANCIO, PENE PIU’ SEVERE CONTRO LA CORRUZIONE,  LA CONCUSSIONE E  LA  EVASIONE FISCALE, ATTRAVERSO PROCEDURE PIU’ EFFICACI  ED  IMMEDIATE , VOLTE  A  COLPIRE  DIRETTAMENTE ( CON  SEQUESTRO , CONFISCA E VENDITA )  I PATRIMONI  ACQUISITI  IN  MODO  ILLECITO.



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                         PROPOSTE  ECONOMICO - FINANZIARIE 

DAL   “  MOVIMENTO  POPOLARE  DEL  LAVORO  E  DELLA  COOPERAZIONE “



IN  MOMENTI  IN  CUI  LE  CONDIZIONI  ECONOMICHE  DEL  PAESE  SI  TROVANO  IN  GRAVE  CRISI  PER  L’ELEVATO  DEBITO  PUBBLICO , CON  L’AGGRAVANTE  DI  UNA  SITUAZIONE  DI  STAGNAZIONE  DELLE  ATTIVITA’  PRODUTTIVE ( PIL )  E  QUINDI  DI  UNA  RECESSIONE  DI  NATURA  ECONOMICA  E  SOCIALE     (  DISOCCUPAZIONE, POVERTA’, FORTE CALO DEI CONSUMI ),  CAUSATE  DA  DIVERSI  FATTORI  , QUALI :

-1) UNA CRISI  ECONOMICA  A  LIVELLO   GLOBALE  DOVUTA  AL  SOPRAVVALERE  DI  UN  SISTEMA  BASATO  SULLE  SPECULAZIONI  FINANZIARIE ,  AUMENTI DEL VALORE DELLE AZIONI . RISPETTO  A   QUELLO  BASATO  SUL  RAPPORTO  NATURALE  FRA  IL  LAVORO              ( RISORSE UMANE E AMBIENTALI )  E  LA  PRODUZIONE  DI  RICCHEZZA  E  SVILUPPO SOCIALE.

-2) UNA  TROPPO  ELEVATA  IMPOSIZIONE  FISCALE  SUI  REDDITI  DA  LAVORO  ( PERSONE  FISICHE  E  IMPRESE )  ED  UNA  PALESE  INIQUITA’  PER UN   TRATTAMENTO  IMPOSITIVO  CHE  PRIVILEGIA  LE  RENDITE  DI  CAPITALE  E  LE  TRANSAZIONI  FINANZIARIE; 

-3)  SPERPERO   DELLE  RISORSE  ECONOMICO-FINANZIARIE  A  CAUSA  DI  UNA  CATTIVA  GESTIONE   DELLA  SPESA  PUBBLICA  , DA PARTE  DELLE  PUBBLICHE  AMMINISTRAZIONI ( CENTRALI E PERIFERICHE) E  DELL’APPARATO  POLITICO,      (  INVESTIMENTI  IMPRODUTIVI  E  SPECULATIVI, CLIENTELISMI, CORRUZIONE ,  ETC…), INOLTRE  ,  PER   UN  INSUFFICIENTE  CONTRASTO  ALLA  EVASIONE  FISCALE  E  ALLA  RICCHEZZA  PATRIMONIALE  ACQUISITA  ATTRAVERSO  ATTIVITA’ ILLECITE DELLA CRIMINALITA’  ORGANIZZATA;

-4)  INTERVENTI  NORMATIVI RIGUARDANTI  TAGLI  SULLA  SPESA  PUBBLICA  ,  EFFETTUATI  IN  MISURA  E  CON  MODALITA’  DRASTICAMENTE  LINEARI, INDISCRIMINATE ( IN DANNO DEI SERVIZI  PUBBLICI  ESSENZIALI ) E  INCIDENTI  PESANTEMENTE  SULLE  FASCE  SOCIALI  PIU’  DEBOLI; 

  PER  TALI  MOTIVI  

SI  IMPONE  UN  RADICALE  CAMBIAMENTO  DELLA  GESTIONE  DELLA  “  COSA  PUBBLICA “ , DEL  PATRIMONIO  PUBBLICO  E  DEI  SERVIZI  SOCIALI  DA  PARTE  DEGLI  ORGANI  ISTITUZIONALI    (  PARLAMENTO,  GOVERNO,,  P. A. )
E  QUINDI , IL  REPERIMENTO  DI  RISORSE  ECONOMICHE  E  FINANZIARIE   ATTRAVERSO  LA  PUNTUALE  APPLICAZIONE  DELL'ART.  53  DELLA  COSTITUZIONE  REPUBBLICANA ,  SECONDO  CUI  TUTTI  DEVONO  ESSERE   TENUTI  A  CONCORRERE  ALLE  SPESE  PUBBLICHE  IN  RAGIONE  DELLA  LORO  CAPACITA'  CONTRIBUTIVA   E  CONSEGUENTEMENTE  DEVONO ESSERE   SOTTOPOSTI  AD  UN  SISTEMA  TRIBUTARIO  SECONDO  PUNTUALI  CRITERI  DI  PROGRESSIVITA'  E  EQUITA'  FISCALE , NON  SOLO  TUTTI I  REDDITI  DA  LAVORO ,  MA  ALLO  STESSO  MODO  ANCHE  TUTTE   LE  RENDITE  E TRANSAZIONI  FINANZIARIE  E  PATRIMONIALI ;

SI  IMPONE  UNA  SOLLECITA   SVOLTA  DI  INDIRIZZO  IN  FAVORE  DI  UNA  CRESCITA  E  SVILUPPO  DELLE  ATTIVITA’  PRODUTTIVE  DEL  PAESE, DA  REALIZZARE  ATTRAVERSO  UN  SISTEMA  CHE  RIMETTA  IN  MOTO  IL  FLUSSO  DI  CAPITALI  NEL  CIRCUITO  PRODUTTIVO  NAZIONALE,  SCORAGGIANDO  LA   FUGA  DEI  CAPITALI  STESSI, MA  ANZI  RICHIAMANDO  L’INTERESSE  DEI  CAPITALI   ( NAZIONALI ED ESTERI)  AD  INVESTIMENTI   A  COMPARTECIPAZIONE  PUBBLICA , TUTELANDO, CON I DOVUTI INTERVENTI DELLA CORTE DEI CONTI,  L'INTERESSE PUBBLICO DA EVENTUALI SPECULAZIONI PRIVATE  (  OPERE  INFRASTRUTTURALI ) , ECONOMICAMENTE  VANTAGGIOSI  (  COME  L’ACQUISTO  DI  TITOLI  DI  STATO  A  SCADENZA  PLURIENNALE , A PIU' VANTAGGIOSI TASSI  DI  RENDIMENTO )  E   NATURALMENTE   UTILIZZANDO  TALI  RISORSE   IN  MODO  “ESCLUSIVO“   PER  COMPENSARE   ADEGUATAMENTE  :

- IL  MANCATO  INTROITO  FISCALE  CHE  DERIVEREBBE   DA  UNA  CONGRUA   RIDUZIONE  DELLE  IMPOSTE  CHE  VERREBBE  OPERATA  A  SOSTEGNO  DELLE  FAMIGLIE  E  DELLE   ATTIVITA’  DI  IMPRESA  CHE  ABBIANO  PROGETTI  SERI  , CREDIBILI  E  FAVOREVOLI  ALLA  OCCUPAZIONE ;

- LE  MAGGIORI  SPESE  PER  IL  FINANZIAMENTO E  SOSTEGNO  DELLE  ATTIVITA’  E  SERVIZI PUBBLICI   RIGUARDANTI  SOPRATTUTTO  LA  SALUTE, L’ISTRUZIONE, LA RICERCA  SCIENTIFICA.
IN  CONCLUSIONE

TALI  MISURE  ED  INTERVENTI ,  SE  PRESI  TEMPESTIVAMENTE  ED  IN  MODO  OCULATO DA  PARTE  DI  CHI  HA  RESPONSABILITA’  ISTITUZIONALI  NELL'AMBITO  LEGISLATIVO  ED  ESECUTIVO  E   IN  CONDIZIONI  DI  STABILITA'  DI  GOVERNO  ,  CERTAMENTE  SAREBBERO  IDONEI  A  RICREARE  CONDIZIONI  DI  FIDUCIA  NEL  MERCATO  SIA  ECONOMICO  VERO E PROPRIO  SIA  IN  QUELLO  FINANZIARIO  DEI  CAPITALI  E  CONSEGUENTEMENTE   A D  UNA  RIPRESA  DELLA  OCCUPAZIONE  E  DEI  CONSUMI  DA  PARTE  DELLE  FAMIGLIE,  CON  LA  PROSPETTIVA  SICURA  DI  PROGRESSIVI  ABBASSAMENTI   DEL  DEBITO  PUBBLICO  NAZIONALE.                 



Nota  :  UNITE  I  VOSTRI  COMMENTI  AL  PRESENTE  TESTO.

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INTENDIAMO  RIVOLGERE  L'APPELLO  ALLA ADESIONE E AL SOSTEGNO DI QUESTO MOVIMENTO POPOLARE A TUTTI COLORO CHE RITENGONO IL PROGRAMMA IN ESSO CONTENUTO SIA VALIDO  PER REALIZZARE NUOVE CONDIZIONI DI SVILUPPO SOCIO-ECONOMICO E DI RINNOVAMENTO DEMOCRATICO NEL NOSTRO PAESE.



E   BUONA  FORTUNA  A  TUTTI       

         Rosario  Margio                   rosariomargio@gmail.com
 un cittadino italiano



Rete di imprese
                                      i
l contratto per PMI forti e competitive




Diventare grandi restando piccole, reti di imprese: lo strumento giuridico del contratto di Rete in Italia, per PMI che vogliono fare rete
Reti d'impresa per superare i limiti dimensionali delle PMI
Il detto “L’unione fa la forza” non è mai stato tanto attuale per le PMI italiane: siglare un contratto di rete tra imprese offre l’opportunità (logica e fisiologica) di mantenere la propria dimensione diventando però finanziariamente più forti e concorrenziali.
Sul piano giuridico, le reti di imprese sono forme di coordinamento di natura contrattuale tra aziende, in particolare PMI che vogliono aumentare la massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o passare sotto il controllo di un unico soggetto. Dal punto di vista economico, sono una libera aggregazione tra imprese con l’obiettivo di crescere in competitività e innovazione.

Il contratto di rete tra imprese  è stato introdotto dal Decreto incentivi (legge n.33/2009). La legge Sviluppo 2009 n.99 ne ha poi esteso l’ambito di applicazione a tutte le organizzazioni imprenditoriali (non più solo SpA) ed ha attribuito alla reteautonomia patrimoniale perfetta.

Modelli di reti d’impresa
Il nuovo strumento giuridico per associarsi consente perciò di andare oltre i vecchi modelli (contratto di società o di consorzio, ATI, RTI, joint venture, contratto di franchising).
1. Rete verticale: aggrega aziende che condividono interessi legati a tutta la filiera produttiva, con obiettivi di consolidamento e responsabilizzazione.
2. Rete orizzontale: raggruppa piccole aziende“au pair” che si uniscono in rete per superare l’ostacolo della scarsa visibilità e del basso potere di negoziazione o per offrire ai clienti un’offerta più strutturata fruibile mediante tutte le aderenti.

 Vantaggi fiscali
Le aziende in rete non vantano solo un miglior posizionamento strategico in termini di mercato, accesso al credito, brevetti, investimenti esteri e certificazioni di qualità.
Le aziende aderenti alle reti di imprese beneficiano anche di uno speciale disciplina fiscale agevolata: un regime di sospensione di imposta di cui possono fruire – previa richiesta telematica – gli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati alla realizzazione di investimenti previsti dal contratto asseverato. In pratica, hanno diritto ad un differimento dell’imposta, che comunque non opera ai fini IRAP.

Il Dl 78/2010 (articolo 42, comma 2-quater) ha definito i requisiti per le agevolazioni. La normativa fiscale per le reti di imprese è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Numeri
Al fine 2011 le reti d’impresa in Italia erano 305, di cui ben 200 siglate da Marzo 2010 a Novembre 2011 per un numero totale di imprese coinvolte di poco inferiore alle 1500 unità. Secondo Unioncamere, oggi sono circa 2mila le PMI coinvolte in progetti di rete d’impresa.
Un fenomeno in rapida crescita, dunque, rappresentato in gran parte da micro e piccole imprese (79%), con un’elevata differenziazione produttiva (47%) e con finalità di innovazione, promozione e distribuzione, oltre che di maggiore efficienza produttiva.
La costituzione di R.E.T.E Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) sintetizza il cambiamento di rotta intrapreso in questa direzione, scegliendo di muoversi assieme per favorire la promozione e il consolidamento delle PMI come componenti fondamentali del sistema economico e il riconoscimento del loro ruolo presso tutti i livelli di interlocuzione.
Dunque, la concorrenza sfrenata non è l’unico modo per emergere, il tabù è stato rotto e oggi sopravvive chi è meno piccolo, chi ha capito che si può fare impresa in modo diverso.
Le reti sono uno strumento importante per come sono strutturate: non chiedono di rinunciare al protagonismo imprenditoriale come nelle fusioni né di lasciare la guida a manager esterni.  L’aggregazione e la crescita dimensionale favoriscono piuttosto l’apertura mentale del piccolo imprenditore spesso condizionato, per citare Giuseppe Tripoli, da una “visione isolazionista”.